“Avevamo visto giusto: sul nucleare non si decide senza le Regioni, la Consulta ha dato ragione alla Puglia”. Il presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna accoglie con soddisfazione la sentenza della Corte Costituzionale

che ha rimesso in gioco il parere degli enti regionali nelle scelte energetiche sul territorio. “Questa bocciatura del governo centrale rilancia il ‘NO’ unitario della nostra Assemblea a centrali e scorie, pronunciato senza distinzioni da tutte le forze politiche nel dicembre 2009. Ora, per fugare ogni dubbio e cancellare equivoci o ripensamenti è opportuno che i cittadini possano esprimere il proprio parere nel referendum abrogativo del 12 e 13 giugno”.
I giudici costituzionali hanno confermato il carattere strategico delle fonti energetiche nello scenario nazionale ed hanno accolto in gran parte i ricorsi della Regione Puglia, della Toscana e della Provincia autonoma di Trento, contro il decreto con le misure urgenti in materia di energia.
“Viene sancita così dal Tribunale delle leggi – commenta il presidente Introna – l’obbligatorietà dell’intesa con le Regioni su ogni scelta che riguarda la produzione e la distribuzione di risorse energetiche. Né il Governo potrà ricorrere a scorciatoie o aggirare i veti dei territori”: la Consulta ha dichiarato l’illegittimità di poteri sostitutivi straordinari da affidare ad un commissario governativo per gli interventi indifferibili, nel caso di mancato accordo e decorsi appena 30 giorni dalla convocazione del primo tavolo con le Regioni”.
Per Introna, la linea della Puglia esce rafforzata: “da una parte c’è la chiara posizione assunta all’unanimità dal Consiglio regionale nel dichiarare il territorio pugliese non idoneo alla localizzazione di centrali nucleari e siti di smaltimento delle scorie radioattive, dall’altra c’è il generoso e maggioritario apporto fornito alla bolletta energetica nazionale, con la produzione di energia di gran lunga eccedente il nostro fabbisogno, soprattutto da fonti inquinanti come il carbone, oltre che da risorse rinnovabili ed ecocompatibili”.
“I riti della sconsiderata liturgia dell’uranio andranno celebrati altrove, fuori dalla Puglia, se mai qualcuno vorrà farsene carico”, conclude il presidente del Consiglio regionale. La catena umana che domani a Nardò rappresenterà simbolicamente il “NO” ad un sito di stoccaggio nell’area neretina sarà un’ulteriore testimonianza del sentire comune dell’Istituzione e dei cittadini, davanti ad un tema sensibile come il futuro dell’ambiente pugliese.

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