Ju tarramutu, il documentario del regista salentino Paolo Pisanelli prodotto da Pmi, Officina Visioni e Big Sur e ZaLab, “un viaggio – come spiega il sottotitolo – nei territori della città più mistificata d’Italia: L’Aquila” ha ottenuto una menzione speciale ai Nastri d’argento, il premio cinematografico più

antico d’Europa. Venerdì 27 maggio presso Villa Medici a Roma in occasione delle nomination delle cinquine dei finalisti che si sfideranno a Taormina a fine giugno, il regista Paolo Pisanelli è stato infatti premiato dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani “per la capacità di raccontare l’umanità, il dolore, la quotidianità e non solo la denuncia della difficile stagione del dopo terremoto”.

Il film, girato in un arco di tempo di 15 mesi e già applaudito in numerosi Festival, racconta una città passata dalla rassegnazione alla rivolta attraverso mille trasformazioni, intrecciando storie di persone, luoghi, cantieri, voci e risate di “sciacalli” imprenditori che hanno scatenato la protesta delle carriole, quando ormai il terremoto non faceva più notizia: «Riprendiamoci la città» hanno gridato gli abitanti dell’Aquila e si sono organizzati per spalare le macerie, dimostrando la volontà di non rassegnarsi al silenzio, anche se costretti a vivere nelle periferie di una città fantasma.