L’ultima giornata del campionato 2010/2011 non ha regalato sorprese per quanto riguarda gli ultimi verdetti da emettere, ma qualche partita, ininfluente per la classifica, ha sorpreso e fatto divertire chi si aspettava gare noiose e prive di emozioni.
Ma partiamo dalle cose più importanti: l’Udinese torna a giocarsi i preliminari di Champions League dopo cinque anni.

Il punto conquistato nello 0-0 contro il Milan infatti è bastato agli uomini di Guidolin per aggiudicarsi l’ultimo posto disponibile per l’Europa che conta. I friulani hanno certamente meritato una posizione di classifica elevata per il gioco espresso durante tutto l’arco del campionato, ma forse sarebbe stato meglio per l’Italia avere in Champions una squadra più solida per quanto riguarda la rosa. Ci spieghiamo meglio: già da mesi si parla del futuro di Sanchez, di Inler, di Asamoah, di Armero e di molti altri elementi fondamentali per l’Udinese. Difficilmente questi giocatori resteranno ad Udine (Sanchez lo vuole mezza Europa, su Inler ci sono Napoli e Bayer Leverkusen, Asamoah pare interessi al Milan…), quindi mentre le casse della società si rimpingueranno notevolmente, altrettanto notevolmente scenderà il livello della rosa, e a quel punto sarà difficile prendere dei calciatori forti come quelli venduti. La politica di mercato dei Pozzo infatti è rinomata: comprare giovani talenti a poco prezzo, rivenderli a tanto al momento della loro esplosione ed usare quel denaro per prendere altri ragazzini promettenti. Questo modo di fare mercato ha portato i bianconeri a giocare sedici campionati consecutivi in Serie A (un record) e a toccare diverse volte l’Europa, ma non è una strategia vincente se si vuole fare dell’Udinese una squadra competitiva anche fuori dai confini nazionali. In ogni caso alla squadra friulana vanno i più sinceri auguri per una stagione positiva come quella appena finita, magari con qualche soddisfazione anche in campo internazionale.
Le due romane giocheranno l’Europa League insieme al Palermo, finalista della Coppa Italia: la Lazio ha battuto il Lecce per 4-2, terminando la stagione con gli stessi punti dell’Udinese, 66, ma penalizzati dalla differenza reti, mentre la Roma vincendo in casa contro la Sampdoria ha chiuso al sesto posto con sessantatre punti. Le gare delle due giallorosse sono state le ultime sulla panchina di Lecce e Roma  per De Canio e Montella: il primo ha annunciato le sue dimissioni già dalla scorsa settimana, pochi giorni dopo la vittoria nel derby contro il Bari, mentre il secondo pare sia già stato contattato da un paio di squadre perché non rientra nei piani della nuova proprietà. Il nuovo d.s Sabatini, infatti, sta già cercando un sostituto, e tra i papabili c’è l’allenatore del Chievo Pioli. Chievo che ha rovinato l’ultima partita casalinga del Palermo (e forse l’ultima in Serie A di Delio Rossi su quella panchina) vincendo in rimonta per 3-1. Ai siciliani non resta che la Coppa Italia per dare un senso vero a questa stagione.
Chi invece non potrà più dare un qualsiasi senso alla stagione è la Juventus, che ha pareggiato in casa contro il Napoli e che l’anno prossimo non sarà impegnata in nessun incontro internazionale per la prima volta dopo vent’anni (se escludiamo la parentesi biennale del dopo-Calciopoli). Tuttavia i dirigenti si sono già mossi per la nuova stagione che prenderà il via ad agosto: manca infatti solo l’ ufficialità per il nuovo allenatore, Conte, e per Pirlo, preso a parametro zero dal Milan. Il presidente Agnelli ha promesso acquisti di primo livello, ma senza neanche l’Europa League è normale che la Juventus perda un poco del suo appeal. Staremo a vedere.
Il risultato più sorprendente di giornata, assolutamente ininfluente per la classifica, è stato il 4-0 con cui il Bari ha battuto il Bologna al Dall’Ara, grazie alla tripletta del giovanissimo Grandolfo, alla prima da titolare. L’attaccante della primavera aveva già fatto vedere alcune cose interessanti nei pochi minuti concessigli da Mutti nel derby della settimana scorsa e domenica, complice anche un Bologna in vacanza, ha fatto vedere di saperci fare con la palla: basta vedere il secondo gol, un perfetto diagonale di sinistro dopo un ottimo controllo di destro. Il Bari ripartirà da lui e da altri giovani del vivaio nella prossima stagione di Serie B, che si prospetta abbastanza difficile per la situazione economica dei Matarrese. Se i ragazzi della primavera però sono tutti così, si può sperare in un campionato quantomeno divertente. Tornando a Grandolfo, è fin troppo facile paragonare ogni nuovo talento del vivaio biancorosso a Cassano (così come i paragoni tra ogni nuovo talento argentino e Maradona si sprecano), ma tra i due c’è un punto di contatto: entrambi hanno esordito in un derby perso ( per Cassano è Lecce-Bari 1-0 del 12 dicembre 1999), e poi alla prima da titolare hanno impressionato l’Italia ( tutti ricordano il fantastico gol di FantAntonio all’Inter). Il futuro però ci dirà se il paragone è giusto oppure no.
Gli altri risultati: Brescia-Fiorentina 2-2, Cagliari-Parma 1-1, Genoa-Cesena 3-2, Inter-Catania 3-1.
Di Natale si è confermato capocannoniere per il secondo anno di fila, mettendo a segno 28 reti. L’ultimo a vincere la classifica dei marcatori per due anni di seguito è stato Beppe Signori nelle stagioni 1992/93 e 1993/

 

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