Con una giornata di anticipo il girone H della Serie D emette un verdetto annunciato da tempo: l’Arzanese è promossa in Seconda Divisione, meritatamente. Bastava un punto ai campani per chiudere in trionfo la loro lunga cavalcata e il punto è arrivato sul campo della Virtus Casarano.

I rossoazzurri hanno provato in tutti i modi a rovinare la festa della capolista, ma il gol di Pastore a 4 minuti dalla fine ha regalato all’Arzanese il visto per la prima Lega Pro della storia biancazzurra.
Con i play off già i tasca da un pezzo e con la possibilità di disputare gli spareggi al Capozza praticamente irraggiungibile, le Serpi avevano come unici possibili obiettivi salutare il pubblico di casa con una bella prestazione e provare a mettere un po’ di pepe sulla corsa al primato dell’Arzanese.
I biancazzurri campani si presentano al Capozza con tante defezioni: in difesa mancano Nocerino e Terraciano e i bomber Sandomenico e Carotenuto sono costretti ad accomodarsi in panchina. E dopo 10 minuti di gara da forfait anche Formidabile a causa di un problema muscolare. Carcciolo, in tribuna perché squalificato, prova ad approfittare degli acciacchi avversari affidandosi al trio d’attacco Da Silva-Mignogna-Giorgetti con Bonaffini, Cenciareli e Buono a metà campo.
Nel primo tempo il Casarano si rende più volte pericoloso dalle parti del portiere Navarra ma il gol non arriva; al 41′ Bonaffini riesce a insaccare di testa su azione d’angolo ma l’arbitro vede un fallo del centrocampista e annulla la marcatura.
Rientrati dagli spogliatoi i rossoazzurri continuano a spingere: reclamano subito un rigore per una trattenuta su Da Silva e al 5′ trovano il gol con Buono bravo ad approfittare di una non perfetta uscita di Navarra depositando il pallone in fondo al sacco. La Virtus potrebe raddoppiare con Giorgetti, Imparato salva sulla linea, e Da Silva che non approfitta di un’altra uscita sgangherata di Navarre sparando alto. Al 41′ però è Pastore, entrato al posto di Scognamiglio tra i biancazzurri, a trovare il gol, un gol che vale la promozione.
Si chiude con un pari dunque la stagione della Virtus al Capozza. L’ultimo impegno delle Serpi nella stagione regolare sarà sul campo del S. Antoni Abate tra sette giorni, poi tutti concentati sulla sfida  play-off.

Se il Casarano aveva poco da chiedere alla classifica il Nardò aveva ancora qualche speranza di scalare una posizione, condizione indispensabile per disputare la gara dei play-off al Giovanni Paolo II. Molto dipendeva dal Gaeta che però non sembra aver intenzione di mollare il terzo posto: anzi dopo aver travolto il povero Francavilla Fontana con 5 gol, i laziali puntano al 2° posto sperando in un passo falso del Pomigliano nell’ultimo turno proprio contro il Nardò.
Il Toro in ogni caso fa il suo dovere contro il Pisticci portandosi a casa i 3 punti anche se c’è voluta una straordinaria rimonta per conquistare la vittoria e salutare al meglio il pubblico granata.
Maiuri decide di lasciare i panchina Cornacchia e il bomber Majella: in difesa c’è Diallo mentre a supporto di Montald si piazza Pereyra.
L’inizio del Nardò è svagato e dopo nemmeno 20 minuti il Pisticci, trascinato dal 39enne Ciro De Cesare, è avanti di 2 gol. All’11’ l’ex attaccante di Chievo, Siena e Como fulmina Bibba con un chirurgico diagonale su calcio piazzato battuto dalla linea del fallo laterale. 8 minuti dopo sempre De Cesare ruba palla a Diallo e serve Andreulli che scarica un destro secco e preciso alle spalle del portiere granata.
Il Nardò non sembra riuscire ad entrare in partita ma alla mezz’ora si sveglia Pereyra che prima confeziona la prima palla gol della sua partita, senza fortuna, poi al 38′ innesca Montaldi con un colpo di testa: l’argentino si infila tra i difensori e batte il portiere Marino.
Il 13° gol stagionale del “Cannibale” ridà speranza al Nardò e nel secondo tempo Maiuri propone un Toro a trazione anteriore inserendo Majella e Odwong al posto di Palmisano e Puccinelli: il Nardò passa al 4-2-3-1 scatenando la fantasia di Paeryra. Passano 10 minut e i granata trovano il pari con Majella che di testa spinge in rete un cross dalla facia sinistra. 4 minuti dopo tocca al trequartista argentino completare la rimonta con un bolide mancino dai 25 metri imparabile per Marino. Nonostante qualche rischio nel finale il risultato non cambia più: il Nardò vince in casa per la dodicesima volta e consolida il suo quarto posto.
Intanto il presidente Russo alla vigilia dei play-off lancia un appello che potrebbe essere interpretato anche come un allarme: Questo è l’ottavo campionato che porto avanti da solo. Apro le porte a chi volesse affiancarmi e aiutarmi, soprattutto qualora dovessimo riuscire a centrare la promozione. L’anno scorso e quello corrente hanno portato via molte risorse economiche, questo vuol dire che gli impegni sono tanti e mi aspetto che la città si svegli rispetto alle proprie responsabilità dirette. Insomma le spese stanno diventando insostenibili e il futuro non appare tanto roseo anche perché, come dice lo stesso presidente granata, la società potrebbe perdere il supporto dello sponsor EN.IT.
“Fare nei dilettanti, anche un campionato tranquillo, comporta delle spese che, ad oggi, non siamo in grado di affrontare”: parole che fanno pensare al preludio di una crisi. 

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