Picchiava e ingiuriava la moglie da anni, ma finalmente la donna ha trovato il coraggio di dire basta. Così questo pomeriggio gli agenti della Squadra Mobile hanno eseguito la misura cautelare coercitiva dell’ allontanamento dalla casa familiare nei confronti di U.L.  trentaquattrenne leccese.

Le indagini hanno preso avvio da una querela presentata in Questura nel mese di gennaio. La donna, trentadue anni, leccese, sposata da cinque anni, ha raccontata di un rapporto coniugale caratterizzato da continue vessazioni, percosse, ingiurie perpetrate dal marito al solo scopo di mortificarla e denigrarla, anche davanti alla loro piccola di tre anni.  La condotta violenta del marito era “giustificata” dalla sua gelosia ossessiva, manifestata anche attraverso continue telefonate ricevute dalla vittima sul luogo di lavoro, finalizzate a conoscere i suoi movimenti. Alle percosse seguiva anche la minaccia di non raccontare le violenze ad alcuno, pena la possibilità di farle togliere l’affidamento della piccola.
Dopo aver appreso dalla moglie della querela contro di lui, U.L. ha ulteriormente aggravato i suoi comportamenti, arrivando a minacciare la donna, mettendole anche le mani intorno al collo per costringerla a rimettere l’atto.  
La vittima con le sue dichiarazioni, ed alcuni soggetti sentiti quali persone informate sui fatti, hanno delineato una situazione domestica sconvolta dai maltrattamenti posti in essere con persistenza dal coniuge nei confronti della donna.
L’uomo è difeso di fiducia dall’Avv. Raffaele Totaro del Foro di Lecce .

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