Si presta a suscitare polemiche l’iniziativa del presidente del Consiglio comunale di Lecce, Eugenio Pisanò, che ha avuto l’idea di far sottoporre a test antidroga il sindaco del capoluogo salentino, Paolo Perrone, i suoi 12 assessori e i 40 consiglieri comunali.

La notizia è pubblicata oggi da ‘La Gazzetta del Mezzogiorno’, che parla di iniziativa autonoma di Pisanò che ha già contattato la Asl di Lecce. Ai politici salentini che vorranno sottoporsi al test, sarà chiesto di consegnare campioni di urina. I prelievi avverranno nel corso di una delle prossime sedute del Consiglio comunale.

Probabilmente un’iniziativa, come si è detto, destinata a suscitare polemiche e malcontento

E l’ on. Teresa Bellanova interviene così  sui test anti-droga al comune di Lecce: ”Ai cittadini leccesi adesso si addebitano anche i costi della demagogia. Perché i test anti-droga che si vogliono fare in Consiglio Comunale hanno dei costi, che si vanno ad aggiungere al conto già salato, il più salato d’Italia, che i cittadini leccesi sono costretti a pagare dalle Amministrazioni comunali di centrodestra che si sono succedute negli anni. E quale sarebbe l’utilità di questi test se non quella di fare della becera demagogia?
Penso che il dovere di un Amministrazione sia quello di adoperarsi per il miglioramento della qualità della vita della comunità amministrata. Mi chiedo cosa centrino questi test con questo dovere. A meno che l’intento non sia  piuttosto quello di trovare una giustificazione ad anni di scelleratezza amministrativa.
Che questo centrodestra sappia solo vendere fumo è già fin troppo chiaro, sapere chi lo consuma non cambierà questa drammatica realtà i cui effetti tossici continuano a ricadere sui cittadini leccesi.”

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