Martedì 10 Maggio (ore 22.30 – ingresso gratuito) prosegue al  Coffeeandcigarettes di Lecce  la rassegna teatrale “Io sono un alieno.  In tre metri per due “. In scena “Il contrabbasso” di Patrick Süskind  con Francesco Perrone (interpretazione) e Massimiliano Licci Martinez (piano). Un monologo serrato,

di un uomo solo al cospetto dell’imponenza statica  del gigante a quattro corde, suo vero compagno di vita e ingombrante  presenza con cui stabilisce un’ineluttabile simbiosi. Un surreale  monologo,
amaramente ironico. Un uomo che vive in un bunker insonorizzato; la spessa imbottitura delle pareti gli consente una vita  apparentemente tranquilla, metodica, da “manovale della musica”:  contrabbasso di fila dell’Orchestra di Berlino, tutto casa e teatro,  senza distrazione alcuna. Il monolocale rifugio, che esclude dal ménage  di Franz il frastuono irritante della città, in realtà non è che la  metafora di uno schermo psicologico che il musicista – timido,  frustrato, devastato dalla solitudine – ha frapposto fra sé e il mondo:  un mondo difficile, dominato dall’arrivismo, dalla prevaricazione che condanna gli uomini -massa, pur colti e sensibili, all’emarginazione,  all’impossibilità di riuscire a comunicare con gli altri. Nella  solitudine del protagonista , stregato dalla presenza del monumentale  strumento, penetra finalmente un giovane, intenzionato a studiare contrabbasso, presenza che scioglie Franz in un profluvio di parole, di  cose mai dette, di dichiarazioni di un amore nascosto – per il dolce  mezzosoprano Sara – che diventano via via invettive, fatue speranze di  una vita smarrita.

Il contrabbasso è un brillante, maniacale, assurdo, teatralissimo testo  -in un tempo unico-, che prende le forme di una confessione nevrotica  condita dalle descrizioni degli strumenti musicali, delle gerarchie tra gli orchestrali in competizione tra di loro per eseguire il famoso  “Quintetto della trota” di Schubert. Il testo teatrale scritto nel 1981  dal bavarese Patrick Süskind (l’apprezzato autore del romanzo «Il  Profumo»), gode di una straordinaria carica di teatralità, a differenza  di molti altri monologhi che spesso sono solo letteratura. Si ride, ma è  un riso amaro che spinge a meditare sulla sorte dell’ uomo di oggi,  smarrito e confuso in un mondo sovraffollato, caotico, incapace di  gridare il proprio dolore e la propria infelicità.
I concerti sono anche in diretta streaming su www.coffeeandcigarettes.info

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