L’attenzione verso la tutela del territorio e del paesaggio è da sempre uno dei punti cardine del Movimento Cinque Stelle, specie in zone a forte pericolo di inquinamento ambientale come il nostro Salento.

Sulla scia di questa sensibilità, fra gli splendidi scorci del chiostro di S. Antonio a Nardò, si riunisce il gruppo dei locali grillini, nella sera del fine settimana neretino.

Alfredo Ronzino, candidato sindaco del Movimento, riunisce i suoi migliori specialisti nel settore, che espongono le loro idee di sviluppo e tutela del paesaggio neretino “per un turismo e un’agricoltura di qualità”.

Appare infatti proprio all’insegna della qualità il tono dell’incontro, nel susseguirsi ben articolato dei relatori, tutti impegnati politicamente con il Movimento:  gli agronomi Cristian Casili e Bruno Vaglio, lo specialista ambientale Sergio Fai e Giuseppe Mazzeo, avvocato neretino da sempre impegnato in strenue lotte a difesa della natura.

Il primo a parlare è Casili, che tiene a sottolineare come lo scriteriato sviluppo  del fotovoltaico e dell’eolico in Puglia, oltre a creare un enorme danno di inquinamento ambientale, può divenire facilmente fertile terreno di guadagno per le ecomafie, ormai sempre più indirizzate in questo settore.
I grandissimi impianti di pannelli fotovoltaici inoltre tendono ad abbassare notevolmente il valore degli immobili e dei terreni  circostanti, a tutto svantaggio dei piccoli privati. Come sottolineato anche da Ronzino, l’uso corretto del solare sta nel creare unità abitative energeticamente indipendenti, non nel tappezzare ettari ed ettari di campagne con enormi strutture create dalle grosse imprese.
Il fatto sconcertante è che, come è emerso da un recente studio, l’energia prodotta da questi mega impianti e comprata dall’ENEL non va a ridurre l’acquisto di altra energia prodotta dai combustibili fossili, ma in sostanza crea un surplus produttivo che resta in circolo, creando enormi sprechi, a tutto vantaggio delle aziende e mai del privato.

Secondo Casili, a favore delle grosse aziende sono anche i Piani di Sviluppo Rurali, che favoriscono solo le grandi realtà imprenditoriali a discapito degli agricoltori. Questi ultimi subirebbero i finanziamenti dei PSR passivamente, senza alcun potere decisionale e senza alcun peso. La situazione scoraggia non solo i veterani dei campi, che ci hanno fatto ormai il callo e resistono stoicamente, ma anche e soprattutto i giovani, che guardano ormai all’agricoltura in maniera distaccata e cinica, vedendosi le loro idee stroncate sul nascere dai problemi burocratici e fiscali.

Qual è quindi il modo di emanciparsi da queste logiche di mercato? L’agronomo propone di sviluppare una sorta di “agricoltura no global”, lontana dai meccanismi delle multinazionali e fedele ai prodotti del territorio,  con gli agricoltori riuniti in una sorta di corporazione piccola e duttile.  Tali gruppi, dal tecnico chiamati “microdistretti produttivi”, concentrerebbero le loro energie su un singolo prodotto tipico. Nardò potrebbe  quindi essere divisa in microdistretti agricoli.

Nell’intervento successivo, Bruno Vaglio espone le problematiche del Piano Regolatore Generale (PRG).
Tale insieme di leggi contiene numerosi punti, le Norme Tecniche di Attuazione, che sono atte alla tutela del territorio. Vengono tuttavia sistematicamente ignorate dai “palazzinari” e dai privati, magari con la compiacenza di qualche amministratore di turno.

Un esempio portato è quello della regolamentazione delle costruzioni nei pressi delle “lame carsiche”, i cosiddetti canaloni, strutture geologiche createsi grazie ai corsi d’acqua di dilavamento.
Famosi nel territorio neretino i canaloni di S. Caterina e di S. Maria al Bagno, di grande interesse naturalistico, ormai deturpati da tante costruzioni abusive e sanate, o abusive e non sanate, in sprezzo della legge che vieta di innalzare qualsiasi opera entro 150 metri dalla lama carsica.

La tutela delle specie vegetali autoctone è un altro punto saliente del programma del Movimento. Da molto tempo il Salento si è visto invaso da nuove piante “esotiche”, che per incuranza o ignoranza sono state piantate invadendo e conquistando il nostro territorio. Il caso delle palme è il più famoso. Soppiantando le nostre piante della macchia mediterranea, i palmizi si sono portati dietro anche il punteruolo rosso, parassita distruttore che sta arrecando tantissimi danni negli ultimi periodi.
Vaglio propone quindi di censire le specie vegetali prima di qualsiasi costruzione e di incentivare la scelta delle nostre specie endemiche.

Una parola anche per il P.U.G. di prossima attuazione, che dovrà essere a crescita zero, sfruttando il più possibile le strutture già esistenti tramite l’azione di recupero, di fondamentale importanza.

In merito questo, è da apprezzare l’intervento via Skype del sindaco di Cassinetta di Lugagnano (MI), Domenico Finiguerra, che ha attuato da numerosi anni un piano urbanistico di riutilizzo e recupero, ottenendo così la famosa crescita zero in campo dell’occupazione del suolo.

Sergio Fai, terzo relatore,  non ha dubbi sulla politica da adottare con le energie rinnovabili, che dovrebbero essere quanto più possibile vicine al punto di utilizzo, al fine di evitare le selvagge opere di tappezzamento fotovoltaico di cui già si è parlato.
Espone quindi un nuovissimo concetto, di prossima attuazione: quello dei “coni visuali”, sviluppato dalla Regione Puglia e utile alla tutela del suo paesaggio.
Un cono visuale è in sostanza un’opera d’arte, un panorama  che rappresenta sommamente il meglio del meglio di quello che la Puglia ha da offrire. Come un vero e proprio quadro infatti, non deve essere alterato. Niente costruzioni di qualunque sorta e opere di abbruttimento. L’infinità della natura dal belvedere di Portoselvaggio, la rocciosa eleganza della Montagna Spaccata, la misteriosa bellezza della Baia di Uluzzo: sono tutti coni visuali da proteggere e tutelare. Anche da quel possibile e pauroso parco eolico di ipotetica attuazione.

Ultimo, ma non certamente per grinta e qualità, il buon Giuseppe Mazzeo, che con la sua verve intelligente e polemica ha attaccato direttamente gli avversari politici: Giancarlo de Pascalis, Antonella Bruno e  Marcello Risi.
Di De Pascalis ricorda la condanna penale in merito all’autorizzazione a suonare fino alle quattro del mattino fatta ad un noto locale nei pressi di Portoselvaggio, ai tempi in cui l’architetto era vicesindaco della giunta Vaglio.
Citando la lettera scritta dallo stesso De Pascalis su un giornale online locale, in cui il vicesindaco diceva di aver valutato l’eccezionalità della situazione, Mazzeo fa notare che egli era “incompetente” come vicesindaco ad occuparsi dell’autorizzazione, e che l’eccezionalità è prevista solo ed unicamente dalla legge.
Mazzeo fa notare inoltre che il presunto “ordine telefonico” fatto dal sindaco Vaglio a De Pascalis riguardo all’autorizzazione acustica era anch’esso dettato da un’incompetenza formale, come incompetente era anche il settore commercio, a cui era stata affidata la pratica scritta.

L’avvocato parla quindi del piano acustico approvato da Marcello Risi nelle passate amministrazioni (anche lui vicesindaco di Vaglio) che non prevedevano delle aree destinate alla movida,  separate dalle aree di tranquilla villeggiatura da delle “zone filtro”, previste dalla legge.