Count down per il ballottaggio dei prossimi 29 e 30 maggio e a Nardò, unico comune del Salento che elegge il sindaco al secondo turno, è “delirio da amministrative”. Dopo lo scalpore del candidato Pd che si apparenta con la coalizione di centrodestra e i rimpalli di responsabilità sull’incoerenza politica, non mancano le dichiarazioni al vetriolo.

Allo scranno più alto concorrono Antonella Bruno del Pdl e Marcello Risi appoggiato da UdC Io Sud e Sel. Escludendo gli oltre 2mila voti incassati dal candidato del Movimento 5 stelle Alfredo Ronzino, il quale ha da subito dichiarato che non avrebbe fatto accordi con nessuna coalizione, all’indomani delle elezioni si guardava al considerevole risultato di De Pascalis che ha incassato il 28,8% contro il 29,7% di Marcello Risi, uno scarto di 320 voti, ed il 31,2% di Antonella Bruno. Ed ha sorpreso e in alcuni casi indignato la scelta della coalizione di centrosinistra di appoggiare la candidata Bruno sancendo un “matrimonio misto” tra Pd e Pdl, teoricamente due Poli contrapposti. A tale scelta, i vertici del Pd provinciale e regionale hanno reagito con l’invito ai propri elettori a sostenere Marcello Risi. Una decisione ”politicamente scorretta e una scelta scellerata cedere alle lusinghe di Fitto e del centrodestra – si legge nella nota congiunta di qualche giorno fa dei segretari regionale e provinciale Pd Blasi e Capone – che in Italia e sul territorio regionale tentano di rovesciare quello che è stato il chiaro verdetto popolare è assolutamente deprecabile”. Non dello stesso avviso il capolista di Nuovocorso per Nardò Salvatore Donadei che non crede nel “masochismo dei neretini – ha affermato – e non possono scegliere ancora una volta dei rappresentanti di governo artefici della sciagurata amministrazione Vaglio”. Si, perché secondo Donadei, la scelta dell’apparentamento con l’area Pd è stata una concausa. I vertici Fitto e Baldassarre guardavano alle 4 civiche di De Pascalis che hanno raggiunto un risultato partitico ed in particolare a “Piazza Pulita” finendo per includere la lista Pd che da sola non è andata oltre i 1500 voti a fronte degli oltre 2mila degli altri simboli di partito. Le aspre critiche del centrosinistra provinciale in area Emiliano, per Donadei, rappresentano un escamotage a coprire il fallimento perlomeno a Nardò. “Gli apparentamenti, sia pur insoliti, sono stati fatti in assoluta trasparenza e legalità – prosegue Donadei – mentre Marcello Risi continua ad essere ambiguamente sostenuto da Giovanni Siciliano, Giuseppe Fracella, Maurizio Leuzzi e tanti altri nomi della passata e fallita amministrazione Vaglio”.  Si prospetta un testa a testa di non poco conto: da un lato la scelta di Marcello Risi e quindi di un governo di centrosinistra che nell’ultima amministrazione ha fallito e ha consegnato la città a due anni di commissariamento. Dall’altro lato Antonella Bruno sostenuta dal Pdl ma anche dal Pd, in una sorta di esperimento politico di “convivenza forzata”. A deciderne le sorti, gli elettori, ufficialmente gli unici artefici delle scelte elettorali ma anche in balìa di strategie fatte a tavolino.