Il giorno tanto atteso è arrivato. Volete definirla sfida? Preferite chiamarlo scontro o semplicemente dibattito incrociato? Come volete, ce n’è per tutti i gusti ed anche di più, nell’incontro organizzato dal Nuovo Quotidiano di Puglia che ha riunito tutti i candidati sindaco di Nardò in un’unica serata. 

Sotto la moderazione attenta del giornalista Giuseppe Tarantino, i quattro duellanti  per il massimo seggio cittadino se le sono date di santa ragione, seppur indossando morbidi guanti di velluto.
Eh già, perché in politica, specialmente in piena campagna elettorale, gli animi appaiono tesi come corde di violino, i cuori palpitano anche nei petti più controllati, ma la voce dev’essere ferma e sicura, la mente accorta e lungimirante.  Si suonino pure le trombe quindi!, ma con attenzione.

Teatro dell’incontro, neanche a dirlo, un vero e proprio teatro all’aperto: la cavea gradonata dell’affascinante Villa Tabor, una delle più belle “cenate” neretine a pochi passi dalle marine.
Nel giardino della tenuta fanno ben presto capolino i primi politici, quindi in primi spettatori, sin dalle ore 18 di un pomeriggio assolato e caldo. Circa un ora dopo, i posti a sedere nell’arena sono già tutti occupati, come pullulanti appaiono anche le gradinate e le aiuole che circondano l’area.

Sta per iniziare l’agone politico. La struttura della serata prevede un numero chiuso di domande. I primi sei quesiti vengono posti dai giornalisti del giornale organizzatore dell’evento e dal gruppo di ragazzi dell’U.D.S. (Unione degli Studenti, ndr).  Il secondo blocco di quattro domande sarà invece posto dai rappresentanti delle liste collegate ai candidati sindaco.
Le risposte di questi ultimi dovranno essere quanto più possibile concise e stringate, nello spazio di 2 minuti e mezzo. A 2 minuti il primo fischio d’allarme, intonato da uno degli studenti. Per le domande più complesse e composite tempo fino a 4 minuti.

Si presentano i candidati. Moderatamente applauditi Risi e De Pascalis, pubblico leggermente più freddo con la Bruno. E’ Ronzino a raccogliere invece i maggiori applausi.

Apre il giornalista Vincenzo Maruccio.
” Quale crediate che sia la collocazione della città di Nardò? La città non sembra avere una vera e propria rotta all’interno della provincia. Come se non avesse un anima. Qual’é la vostra vocazione strategica della Nardò del futuro?

La BRUNO  parla di una vocazione agricola e turistica, quest’ultima da incentivare con un piano coste ed un Piano Urbanistico Generale adatti.  La creazione di nuove strutture ricettive quali alberghi, lidi e del discusso porto turistico sarà uno dei punti chiave del programma.

RISI sembra invece puntare maggiormente sul piano industriale, citando l’avviato settore tessile cittadino. Parla di una Nardò diversa dalle altre città della provincia, che deve puntare innanzitutto sui giovani per poter sviluppare la propria vocazione primaria.

DE PASCALIS sfoggia da subito la sua eccellente conoscenza della storia del territorio. La divisione feudataria dei tempi passati è per lui l’atavico precursore del degrado moderno. La mentalità clientelare di compravendita di favori e voti avrebbe rovinato il paese. La vocazione turistica del territorio è indiscussa, e viene sviluppata dai suoi progetti di incentivazione della cultura e dell’ambiente.

RONZINO parla di uno smarrimento sociologico dell’idea di collettività neretina. Denuncia la mancanza di spazi sociali. Fa notare che le vocazioni di Nardò sono molteplici e devono essere sfruttate dalla politica assieme alla cittadinanza, aprendo le porte del Comune, in una mentalità lontana dalle gerarchie di potere.

A seguire, le domande dell’ U.D.S, ovviamente tutte incentrate sulle politiche giovanili. Nell’ordine, Riccardo Russo, Lorenzo Tarantino e Silvia.

“Cosa intendete fare per evitare l’emigrazione giovanile?”
“Garantite una CARTA GIOVANI per agevolazioni sui servizi di trasporti pubblici, per finanziarci i biglietti del teatro e del cinema?”
“Creerete spazi di aggregazione, studio e divertimento per noi giovani?”

La BRUNO promette subito di realizzare nel centro storico una CITTADELLA DELLA CULTURA ad ampio richiamo giovanile, ma si dimostra titubante nel promuovere l’idea della “carta giovani”, a causa dei problemi finanziari del Comune.

RISI ci tiene a ricordare le sue passate vittorie in merito con la vecchia amministrazione comunale. L’aver donato dizionari di inglese e abbassato i prezzi dei biglietti del cinema alle famiglie più disagiate. Parla dell’apertura del teatro comunale voluta e attuata dal suo precedente mandato.

Per DE PASCALIS  investire sull’associazionismo è di grande importanza, avendo lui stesso avuto ottimi trascorsi in questo settore.. Promette di istituire il FORUM GIOVANILE e il FORUM SPORTIVO, citando infine il suo PROGETTO PARNASIUM per la promozione culturale ed archelogica cittadina, grazie a finanziamenti già stanziati di 2.000.000 di euro per la ristrutturazione del chiostro dei Carmelitani e della chiesa di S. Antonio.

RONZINO propone di creare un contenitore culturale presso la Pretura vecchia, rendendola una vera e propria pinacoteca sede di mostre, eventi e rappresentazioni.  Ci tiene quindi a sottolineare come il Movimento Cinque Stelle sia formato soprattutto da giovani, attivi e presenti nelle liste e sensibili ai problemi della loro fascia d’età.

In questo turno di domande, De Pascalis pare essere contrario all’idea di Ronzino sullo sfruttamento della vecchia Pretura. L’architetto preferisce vederlo come luogo di accorpamento degli uffici pubblici.

La successiva domanda è di Ilaria Falconieri, Quotidiano:
“I cittadini di Nardò nutrono una forte disaffezione verso la politica ed i suoi esponenti. Come intendete migliorare questo sentimento e dare fiducia alla popolazione?”

Qui l’ordine delle risposte si inverte, ed iniziano i primi battibecchi.

RONZINO fa notare che il Movimento Cinque Stelle nasce come un gruppo di cittadini, non di partiti. Verso questi ultimi fa una dura invettiva, considerandoli la rovina della politica locale, a causa della catena di favoritismi su cui si basano.

DE PASCALIS al contrario non ritiene che siano i partiti ad essere la causa della disaffezione cittadina. Sostiene di aver sempre risposto ai suoi concittadini, e anzi, di essere stato “cacciato proprio per non aver mai favorito nessuno”.

RISI, sornione, non sembrava aspettare altro. “Ti hanno mandato a casa non perchè sei troppo onesto..” dice pungolando De Pascalis. Ne ha anche per Ronzino, citando velatamente Grillo: “Il paese non chiama comici e non è un cabaret!” tuona con aria stentorea.
Il pubblico tuttavia non gradisce particolarmente questa uscita. Risi ha risposto elusivamente alla domanda, ed ha attaccato pubblicamente l’avversario. Numerosi i fischi.

Dal canto suo la BRUNO fa notare a De Pascalis che “disapprovava la situazione politica, però non si è dimesso”.  Anche lei è d’accordo sulla deriva clientelare dei concorsi pubblici.
Sostiene che si  debba attuare un cambio generazionale nei partiti per riconquistare la fiducia dei cittadini. Apriti cielo! Viene sommersa da fischi.  I contestatori fanno notare che lei, essendo esponente del PDL, non può certo dirsi portatore del nuovo, avendo Berlusconi come massimo esponente.
Di rimando, lei ribadisce di essere politicamente una novità cittadina, non avendo mai fatto politica ed essendo quindi una “persona nuova”.
Il giornalista Danilo Siciliano pone la quarta domanda.
“A Nardò i servizi sociali sono molto scarsi. I disabili non hanno i loro spazi. Come intendete rimediare? Qual’è il vostro Piano Sociale di Zona?”

Secondo RONZINO basterebbe seguire la normativa già esistente, che è ottima ma non utilizzata. Promette inoltre di istituire una mensa sociale. Sostiene inoltre di dover attuare con oculatezza nuovi conti sul bilancio per recuperare fondi da destinare al sociale, eliminando ad esempio gli sprechi energetici comunali.

A DE PASCALIS non è ancora andata giù la provocazione di Risi nelle precedenti risposte. “Sono stato cacciato per l’Area Vasta. E’ una mia sensazione”  Si riferisce al programma di finanziamenti in ambito culturale della Regione al quale ha partecipato con il suo Progetto Parnasium.
Voltandosi verso Ronzino, afferma piccato: “Non puoi dare delle cifre di sprechi senza capirle. I servizi sociali sono finanziati da fondi regionali”.
Promette infine di indire dei convegni per il degrado sociale con i quali monitorare la situazione.

RISI appare incredibilmente d’accordo con Ronzino. Secondo lui i fondi andrebbero presi non solo dalla Regione, ma anche e soprattutto dagli sprechi comunali. Fa notare che si potrebbero risparmiare tantissimi soldi dalla tassa dei rifiuti, che è attualmente arrivata a circa due milioni di euro. Fulmini e saette!
Parte della platea insorge, ricordando al candidato che il caro rifiuti è “merito” delle amministrazioni precedenti, soprattutto della sua. Qualcuno dagli spalti cita il caso San Giorgio, per la tassa di riscossione tributi, finito in un mare di debiti per il Comune.

La BRUNO denuncia la questione dei sussidi  del Patto Sociale di Zona dati in maniera clientelare, senza alcuna trasparenza, a persone che non ne avrebbero i requisiti di base. Secondo la Dottoressa questo sarebbe uno dei sistemi più in voga per attuare la compravendita elettorale.

E’ la volta del moderatore, Giuseppe Tarantino.  Invita innanzitutto la platea alla calma, in particolare alcuni ex esponenti comunali, tra cui l’ex Consigliere De Bitonti,il quale ha dato  sistematicamente sfoggio delle sue doti di urlatore per tutta la serata  (con fortuna alterna, tra l’altro). Quindi richiama i candidati a rispettare i tempi. Marcello Risi in particolare sembra infischiarsene letteralmente del fischio che detta la fine dello spazio concesso alle risposte. Da politico vecchio stampo, non c’è che dire.

Tarantino quindi spara quindi una domanda molto attesa, dal contenuto scottante per alcuni candidati.
La questione della società di riscossione tributi San Giorgio ha indignato il paese. La precedente amministrazione Vaglio -al tempo di Risi vicesindaco, ndr- ha perso milioni di euro dando l’appalto a questo gruppo. -che aveva già frodato precedentemente numerose grandi città, ndr- Quanto ha influito questo sul dissesto economico e a che punto sono le inchieste?

La BRUNO parla di farsi rimborsare i soldi persi grazie ad una commissione di accertamento. Sostiene inoltre che la San Giorgio sia in possesso ancora di molti database tributari, specialmente di riscossione ICI, che mancando provocherebbero forti disagi per la riscossione delle tasse.

RISI ci tiene a sottolineare che il comune non è in dissesto, bensì abbia un debito di circa cinque milioni di euro. Da condurre una revisione del patto di stabilità e una riduzione degli sprechi. Parla solo di una corretta gestione dei tributi, evitando di scendere troppo nel particolare sul caso San Giorgio, che ricordiamo per lui è scottante. Dagli spalti tuona una voce: “Risi essendo avvocato potevi leggere le carte dei procedimenti giudiziari pendenti sulla San Giorgio prima di accettarla a Nardò!”

DE PASCALIS sostiene che lo smembramento dell’ufficio tributi sia stato sbagliato e lancia una rapida frecciata verso Risi: “Mi sembra che l’ex vicesindaco fosse d’accordo riguardo alla San Giorgio”. Osserva inoltre cheil riconoscimento dei debiti ha riscontrato che la maggior parte di essi risalgano al periodo 1999/2006, anni in cui Risi era appunto vicesindaco di Vaglio.

RONZINO  definisce la San Giorgio una “società di furbi”, ricordando che la giustizia farà il suo corso.  Ritiene che sia stato errato togliere le risorse comunali per la riscossione dei tributi.

Il candidato sindaco del Movimento attacca quindi De Pascalis, ricordando l’ autorizzazione da lui data alla discoteca Casablanca per suonare fino a notte fonda, vicino al Parco di Portoselvaggio e vicino alla zona residenziale. Autorizzazione per la quale De Pascalis ha subito un procedimento penale con condanna. Definisce altresì De Pascalis “ignorante della cosa pubblica”, poichè l’autorizzazione non era di sua competenza.

La giornalista Ilaria Marinaci
“Molti talenti della cultura neretina  non si sono visti incentivati dalla città. Come pensate di migliorare il rapporto tra amministrazione comunale e artisti?”

RONZINO è un musicista e un artista, quindi gli si illumina il volto. “Voglio far tornare musicisti come Francesco Libetta, trattato malissimo dal Comune, tanto che ha persino cambiato residenza. Voglio promuovere Totò Casaluce, Valerio Cambas e Daniele Falangone.

DE PASCALIS ricorda che lo Statuto Comunale del ’94 istituisce la Consulta della Cultura, che lui intende recuperare ed utilizzare al meglio. Parla quindi del suo chiodo fisso, il bel Progetto Parnasium, che prevede la creazione di un museo archeologico nel chiostro dei Carmelitani ed un museo ebraico nel chiostro di S. Antonio.

RISI riconosce come Nardò sia una città piena di talenti da incentivare , e ricorda che il maestro Libetta venne chiamato per inaugurare la stagione teatrale neretina.Parla di  quindi di progetti teatrali comunitari e con fondi alla cultura.

La BRUNO propone di indire una grande manifestazione artistica nazionale a Nardò, con la quale creare un indotto economico e incentivare gli artisti di tutta Italia, oltre che quelli neretini.

E’ lo spazio delle domande fatte da rappresentanti delle rispettive coalizioni.
Coalizione Bruno:
“A quanto ammontano effettivamente i debiti fuori bilancio? In che modo intendete risolvere il problema del centro storico cittadino?”

RONZINO “Nessuno può capire realmente l’ammontare dei debiti fuori bilancio”. Risponde quindi parlando del centro storico,definendolo il cuore pulsante del paese. A seguire il piano colore per gli immobili. Sostiene inoltre di voler obbligare i possessori di stabili nel centro storico ad un decoro obbligato e coscienzioso.

DE PASCALIS”Debito di 5.800.000 euro, il problema però non è il dissesto ma lo sforamento del patto di stabilità che ci impedisce di sfruttare i finanziamenti comunitari. Per il centro storico sfruttare le somme ferme di due milioni per i Carmelitani e S. Antonio, e quattrocento mila euro per il vecchio palazzo comunale. Bandi per l’albergo diffuso.”

RISI “Il centro storico deve tornare a vivere cambiando logica, spostando gli uffici comunali da fuori a dentro il centro storico”. Il candidato sostiene inoltre di creare attrattive culturali e imprenditoriali, incentivandole. Non è inoltre d’accordo con il Commissario Prefettizio  che dichiara il dissesto economico. Secondo Risi il problema sta nei debiti non previsti.

La BRUNO parla di individuare le responsabilità riguardo al debito comunale. Nel centro storico  ritiene di dover prevenire innanzi tutto i crolli, accordandosi con i tecnici dell’Acquedotto Pugliese per le perdite di acqua.

La coalizione del Polo Neretino:
“In alcune coalizioni vi sono candidati che non si salutano nemmeno. Come farà a crearsi una stabilità politica in una situazione simile considerando che ci saranno 24 consiglieri ed un numero ridotto di assessori?”

BRUNO: “Non mi sento coinvolta, la mia coalizione è credibile”

RISI: “La mia precedente coalizione ,benchè vastissima, ha portato tantissimi benefici a Nardò, come la metanizzazione, l’apertura del teatro comunale. Io sono orgoglioso del sostegno di Io Sud, tanto per fare un esempio”

DE PASCALIS” Non ho alcun problema di governabilità, faccio notare che la sua coalizione nasce dal basso e dalle civiche”

RONZINO: “Non ho alcun problema. Non siamo una coalizione”.

Il consigliere provinciale Giovanni Siciliano per il PD
“Come ritenete opportuno gestire il piano regolatore cittadino e come conciliarlo con la nascita dei mega villaggi turistci?”

BRUNO: “Preferisco gli alberghi ai megavillaggi turistici. Deve esserci una gestione oculata di queste strutture, anche riguardo al fotovoltaico selvaggio”.

RISI: “Il problema non è aggiungere ulteriori cubature, ma sfruttare il patrimonio urbanistico già presente tramite il P.U.G”

DE PASCALIS: “Strano vedere come le idee di altri siano improvvisamente copiate dalle altre coalizioni” -sostiene l’architetto guardando Risi e la Bruno-
“L’aumento della popolazione previsto negli anni novanta non è avvenuto, quindi numerose case non sono state vendute, soprattutto nella zona Pagani.  Si deve mettere mano al PUG togliendo aree turistiche ricettive assurde come nei pressi di Capelvenere e individuarne di idonee”.

RONZINO: “Tramite il PUG si può distruggere il territorio o valorizzarlo. E’ inaccettabile la distruzione dei campi neretini. I nostri agronomi stanno studiando un piano di riqualificazione agreste per le nostre campagne. Anche escludendo il fotovoltaico selvaggio: i pannelli vanno bene sopra le case, creando delle unità abitative autonome ed indipendenti”.

Cristian Casili infine, agronomo del Movimento Cinque Stelle, pone l’ultima domanda
“Nei pressi della lama carsica di S. Maria al Bagno sono state costruite abitazioni entro 150 metri dal canalone, come vietato dalla legge dall’articolo 24. Il Movimento Cinque Stelle ha effettuato una denuncia in merito. Come intendete agire?”

RONZINO: “Abbiamo effettuato noi la denuncia, quindi passo la parola aglli altri” -afferma sorridendo-

DE PASCALIS: “In quel caso è previsto attuare le norme particolari rispetto a quelle generali. Non credo che chi ha dato l’autorizzazione abbia sbagliato. Se c’è una commissione d’inchiesta accerterà il tutto”.

RISI: “Non conosco la denuncia in questione. Se si pensa che sia stato commesso qualche reato verrà accertato” sostiene l’avvocato.

BRUNO:  “Non conosco quello che è avvenuto”.

Si chiude quindi l’incontro, la temperatura è scesa notevolmente, anche se la platea è ancora calda e rumoreggia. Un ultimo giornalista chiede se i candidati escludano possibili alleanze successive alle votazioni.
Tutti i candidati rispondono con un secco “NO”, escluso RISI.
Memorabile la sua chiusura:
“Io sono sempre stato predisposto alle alleanze -esclama ridendo- mi piace il confronto politico”. Poi chiude con una frase, che forse suona un po’ come una minaccia alle orecchie di molti neretini:

“L’ex sindaco Antonio Vaglio sostiene la mia candidatura.”

“Buono a sapersi!” commenta ironico qualcuno, e fra la gente corre un sorriso strano, un po’ sghembo, un po’ sornione. Tutti a casa.

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