A pochi giorni dal voto referendario, mentre la Camera dei Deputati discute del decreto Omnibus che vuole cancellare il quesito sull’atomo del 12 e 13 giugno, in Italia si terrà una delle più grandi manifestazioni antinucleari dai tempi del referendum del 1987.

Sabato 21 maggio dieci catene umane, organizzate dal Comitato ‘Vota Sì per fermare il nucleare’, cingeranno altrettanti siti nucleari o candidati a diventarlo, tra questi il comune salentino di Nardò.

La costa tra Manduria e Nardò, infatti, è stata identificata fin dal 1979 come zona idonea ad ospitare un impianto nucleare. Nonostante il Comune di Nardò nel 2008 si sia dichiarato “territorio denuclearizzato”, come molti altri comuni della Puglia, l’attuale governo ha riconfermato tale area nella lista nera dei 45 siti papabili in Italia.

L’appuntamento è Sabato 21 maggio a partire dalle 19.30 in Piazza Salandra. “Non vogliamo – afferma il Comitato Pugliese – che il nostro Paese faccia una scelta antistorica, antieconomica e soprattutto pericolosa. Per questo diciamo no all’assurdo ritorno italiano all’energia atomica, proprio mentre il mondo guarda sgomento il dramma di Fukushima e si interroga sul futuro dell’atomo”.

“Nessuna occasione di sensibilizzazione e informazione va persa” dichiara il Comitato Salentino. “A pochissime settimane dal voto, infatti, gran parte dell’elettorato è ancora convinto che il quesito referendario sul nucleare sia stato cancellato, complice il silenzio delle emittenti pubbliche. Perciò sabato saremo a Nardò in centinaia per ricordare alla comunità salentina che il 12 e 13 giugno possono fare qualcosa di concreto per il proprio futuro e per l’ambiente. Chiederemo a ciascuno dei partecipanti di impegnarsi in prima persona, di informare la propria famiglia e i propri amici, di accompagnare alle urne i propri nonni. Serve l’impegno di tutti, l’obiettivo quorum non è lontano e il caso della Sardegna ne è prova tangibile”.

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