Adriana Poli BortoneAveva già suscitato perplessità e ilarità la proposta della senatrice Adriana Poli Bortone di sottoporre i rappresentanti politici istituzionali di ogni assise al test antidroga. Per non lasciare nulla al caso la presidente nazionale di Io sud si è rivolta ad esperti per sostenere la scientificità dell’esame tricologico al posto dell’esame delle urine. Se ne è discusso oggi  in Consiglio provinciale nel quale la senatrice ha presentato anche un’interrogazione in merito al problema del campo Rom di zona Panareo a Lecce

Sembra che, per la serenità dei calvi, su un capello lungo il test abbia più rilevanza. Lo ha sostenuto la Poli Bortone nel corso della discussione in aula dove ha anche dichiarato che lei, insieme a tutto il suo gruppo di io Sud si è sottoposta al test tricologico senza alzare il polverone che in altre sedi ha addirittura scomodato le televisioni. Chiaro riferimento ai componenti dell’Amministrazione comunale di Lecce e al clamore di alcune gesta eclatanti del presidente del consiglio Pisanò. Per la senatrice si tratta di una prassi ormai consolidata in altri ambiti professionali e dovrebbe riguardare l’autotutela sociale in tutte le categorie. Totale disponibilità a sottoporsi al test con spese a proprio carico per i consiglieri Pd mentre il consigliere di maggioranza Ciardo, pur non essendo contrario alla proposta, ha sottolineato qualche perplessità e il desiderio che la stessa proposta sia fatta in Giunta regionale. Meno d’accordo il consigliere di maggioranza Roberto Marra, l’unico astenuto al voto dell’odg passato con 25 favorevoli su 26 presenti. Lo stesso Marra ha dichiarato che il solo giuramento di non aver fatto uso di droghe dovrebbe bastare ai cittadini elettori.

Nell’interrogazione della senatrice Poli Bortone in cui chiedeva se sono in corso trattative col comune di Lecce per risolvere il problema del campo Rom, dove si vive un grave problema di igiene e sicurezza delle strutture, e se ci sono stati interventi da parte dell’amministrazione provinciale, il presidente Gabellone ha risposto sull’attività svolta. “La Provincia non si è sottratta al contributo e ha documentato un impegno di spesa oltre allo studio sulle condizioni idonee a partecipare a bandi regionali in zona del welfare, un progetto che erogava 7-800mila euro nell’ambito del Piano di Zona. C’è stata anche la disponibilità del sindaco di Trepuzzi e di Squinzano di rendere disponibili alcune aree dei propri comuni per ospitare alcune famiglie residenti nel campo Panareo” ha commentato Gabellone.
“Apprezzo i passi regolarmente fatti ma il problema rimane da affrontare” la Poli Bortone  ha anche suggerito le risorse dei Pon sicurezza deputati al comune di Lecce e finalizzati al recupero di immobili sottratti alla mafia e che potrebbero essere destinati agli occupanti del campo Rom.

Respinta invece la mozione a firma del gruppo consigliare del Pd con cui si disapprova la scelta dell’Amministrazione di attribuire incarichi esterni per il contenzioso minore. Vale a dire che, nonostante l’istituzione provinciale abbia al suo interno un Ufficio di Avvocatura nel quale prestano servizio sei avvocati, la Giunta provinciale ha istituito un elenco di avvocati abilitati alle cause minori contese all’Ente, in alcuni casi, spendendo oltre il valore del contenzioso stesso. Primo firmatario della mozione il consigliere Pd Cosimo Durante che da tempo critica tale operato soprattutto sulla base di conti sull’orlo del dissesto dell’Ente. Mentre il consigliere di maggioranza Marra ha difeso la scelta degli incarichi esterni ai quali, dice di aver attribuito un tetto massimo di spesa per ogni contenzioso. Meno favorevole la consigliera Pd Loredana Capone che ha citato, nel corso del dibattimento, il Ministro Brunetta e il vincolo di spesa pubblica preordinata secondo la quale, non si possono dare incarichi esterni se i conti interni non lo permettono. Il vincolo posto da Brunetta, ha proseguito la Capone, è stato enfatizzato al massimo dal presidente Gabellone nel corso della sua campagna elettorale.