Un operaio 55enne, Antonio C., originario della provincia di Lecce,  è salito oggi pomeriggio per protesta su una piattaforma alta 40 metri di un pilone della raffineria Eni di Livorno,minacciando di gettarsi nel vuoto. Era il suo ultimo giorno di lavoro, ma non ha i soldi per tornare a casa.

 

Sarebbe stato lo stesso operaio a chiedere l’intervento della polizia, restando al telefono con gli agenti per circa 40 minuti, ai quali avrebbe raccontato

 

di avere un figlioletto di 5 anni e di essere disperato perché non riceverebbe lo stipendio da da 1 anno e 9 mesi, precisamente dal mese di settembre 2009. Ad oggi, avrebbe maturato, a suo dire, 5mila euro.

<<Mia moglie mi chiama, deve fare la spesa ed ha solo un euro. Io sono a secco e non so neanche come fare per ritornare a casa>> si sfoga l’operaio leccese. Dopo circa un’ora, precisamente intorno alle 16.30, l’uomo, raggiunto da un poliziotto e da un vigile del fuoco, viene convinto a scendere.

L’uomo è stato poi ascoltato dalla polizia di Livorno per chiarire la situazione. Gli agenti riescono a fissargli un appuntamento con il suo datore di lavoro, che si difende: <<Tutti i pagamenti sono in regola>>.

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