Porsi il quesito di cui al titolo mi sembra del tutto naturale alla luce delle prestazioni fornite dal Lecce in campionato. A Bari quale Lecce ci sarà? Quello di Napoli o quello di Genova? Perché porci queste domande?

Perché, se c’è una cosa nella quale il Lecce è stato bravissimo in questo campionato, è stata quella di non poter mai fornire una serie di prestazioni convincenti sul piano della continuità. Perché questa squadra ha subito 62 reti se poi riesce con disinvoltura a non subire da un Napoli che di reti ne ha fatte 56? E’ un mistero che mi auguro, a fine campionato ed a salvezza conquistata, ci venga spiegato da De Canio, sempre che ci sia il tempo e non finisca, come sempre, con i festeggiamenti che travolgono tutto e tutti.
Il tono da me usato in questo articolo lascia trapelare la sicurezza per la salvezza raggiunta. Ma, perdonatemi, come non essere sicuri di questo traguardo dopo aver visto il Lecce e la Sampdoria? Non posso assolutamente pensare che in una sola settimana si possa passare dall’ottimo incontro disputato contro il Napoli ad una prestazione assolutamente incolore che potremmo fare a Bari? Dico ottimo incontro e non certo ottima partita: quella con il Napoli non è stata una bella partita né sul piano tecnico, né sul piano del gioco; ma in questa fase del campionato più che le belle giocate contano moltissimo l’attenzione, il rispetto delle posizioni in campo, la grinta con la quale si gioca, la capacità di saper tenere fino alla fine ritmi anche abbastanza sostenuti e la capacità, questa sì molto difficile da realizzarsi, di effettuare i cambi giusti nel momento più opportuno. Con il Napoli tutto questo c’è stato, anzi il Lecce ha giocato un buon pezzo di partita in inferiorità numerica per una stupidità del suo uomo-gol, e nulla lascia pensare che questa attenzione non ci debba essere anche domenica prossima. Il tutto, ovviamente, partendo dall’assunto che il Bari debba essere considerato come un Napoli o come una Juve o come un Milan. Guai considerare il Bari come la squadra dei 21 punti! Sarebbe quanto di peggio ci possa capitare.
Il Bari sta onorando il suo finale di campionato ma, infortuni all’inizio a parte, rimane una formazione modestissima che nulla ha a che vedere con la bella formazione dello scorso campionato che, non scordiamoci, disponeva in difesa di Bonucci e Ranocchia ed in attacco di Barreto. Il Bari di oggi, anche se in ripresa tecnica, è comunque lontano parente di quella squadra che tanto bene aveva fatto, ergo è abbordabile  da un Lecce determinato ed in salute.
Immaginate per un attimo come potrebbe sentirsi il tifoso leccese dinnanzi ad una sconfitta che pregiudicherebbe la certezza della salvezza! A noi anche il punto ritengo possa andar bene perché la Sampdoria dovrà vedersela con il Palermo in casa e con la Roma, con tanto di dentino avvelenato per lo scudetto perso proprio con la Samp ed a cui non sembra vero vendicarsi per mandarla in B. Ma non mi spingo a suggerire tattiche, questo spetta all’allenatore, ma mi spingo a suggerire comportamenti: evitare di cadere in qualche trappoletta che il Bari ci potrebbe tendere sul piano nervoso facendoci giocare in inferiorità numerica, mantenere in campo la massima attenzione ed evitare di giocare per vendicarsi assolutamente per la sconfitta subita a Lecce. La rabbia è sempre una cattiva consigliera.
Sportivamente è ammissibile che si dica :”ed adesso bisogna espugnare Bari”, ma rammento che non si sta andando alla guerra e non c’è da fare la guerra con nessuno, piuttosto ci sarà da fare una partita molto intelligente. Superato lo scoglio Bari ci si potrà considerare al sicuro a meno che la Samp non faccia il miracolo da 6 punti, cosa alla quale non credo assolutamente.

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