L’Autorità Idrica Pugliese per il centrodestra non s’ha da fare.
E’ quanto hanno ribadito con forza i consiglieri regionali dell’opposizione nel corso di una conferenza stampa convocata “per spiegare la nostra posizione sull’ennesimo, inutile carrozzone della Giunta Vendola prima che la sua istituzione venga discussa domani in Consiglio regionale.”

“Non ci sarà nessun ostruzionismo da parte nostra – ha dichiarato il capogruppo PdL Rocco Palese – ma chiediamo alla Giunta Vendola di desistere dal dar vita a questo nuovo Ente, il cui funzionamento sarà pagato dai cittadini con l’aumento delle tariffe sull’acqua”.
“Nelle sedute di commissione avevamo più volte sostenuto – aggiunge Palese – l’inutilità di questo nuovo Ente. La legge nazionale n. 2 del 2010, infatti, nel sopprimere le Ato stabilisce anche che siano le Regioni ad attribuire con legge le funzioni svolte dalle Autorità d’Ambito. Basterebbe, quindi, assegnare ad un ufficio dell’assessorato regionale competente tutte le funzioni che erano in capo alle Ato: una soluzione snella ed economica già intrapresa da gran parte delle Regioni italiane”.
“Ciò che però ci preoccupa maggiormente – spiega Palese – è l’evidente ed incomprensibile disparità fra la costituenda Autorità Idrica pugliese e l’Agenzia nazionale di vigilanza sulle risorse idriche istituita dal governo Berlusconi. L’organismo statale appare snello, con limiti di costi e personale e col divieto di far gravare i costi di funzionamento sui cittadini con l’aumento delle tariffe. L’Autorità Idrica Pugliese si presenta invece come un vero ‘poltronificio’ con un direttore amministrativo ed uno tecnico che si aggiungono al Direttore generale e la possibilità di avvalersi di consulenti esterni. In più si precisa che una quota del 20% delle spese per il funzionamento dell’autorità potrà essere a carico della tariffa del servizio idrico”.
“Per tutte queste ragioni – ha concluso Palese – chiediamo alla Giunta Vendola di non costituire l’Autorità, oppure di rendere più snello e meno costoso questo inutile carrozzone. Chiediamo dunque di limitare a 3 i componenti del consiglio Direttivo, porre un limite numerico all’assunzione di personale, impedire il ricorso a consulenze esterne e soprattutto eliminare il comma del disegno di legge che prevede la possibilità di aumentare le tariffe del servizio idrico”.
“Vendola ha sfasciato prima la sanità e ora ci prova con l’Aqp – ha incalzato il capogruppo consiliare de La Puglia Prima di Tutto, Francesco Damone – La fretta di Vendola di assegnare poltrone e di sentirsi unico padrone dell’acqua in Puglia, stanno vanificando gli sforzi egregi delle strutture tecniche dell’Acquedotto che invece stanno operando nella direzione di un forte risanamento. Questo disegno di legge è in evidente contrasto con una legge nazionale e poi c’è da considerare l’esito del referendum. Perché Vendola ha tanta fretta?”
Prova a rispondere a quest’ultimo interrogativo il consigliere PdL Nino Marmo, vicepresidente del Consiglio. “La mia dettagliata relazione in Consiglio regionale sull’inutilità dell’istituzione di questo ‘Ato risuscitato’ ha trovato il parere positivo dell’assessore Amati che in quella sede ha ammesso come ‘il nodo della situazione sia di tipo politico’.
Vuol dire che l’Autorità Idrica serve a Vendola per l’equilibrio politico della sua Giunta, in quanto il Consiglio direttivo di questo nuovo ed inutile ente sarà composto da cinque sindaci ed è palese che il ruolo di Direttore Generale andrà al sindaco della maggiore città pugliese, Bari. Con la costituzione dell’Autorità Idrica, insomma, Vendola celebra il suo negoziato politico con Emiliano e il PD. A scapito delle tasche dei cittadini”.