“Ma come? Non si era detto che sulla scuola di Piazza Partigiani avrebbero deciso i cittadini, con una consultazione del quartiere attraverso dei questionari e che proprio per questo si è scelto di avviare una istruttoria pubblica?

E’ passato poco più di un mese dalla seduta del Consiglio Comunale del 21 marzo nel corso del quale la massima assise cittadina ha deliberato 1) “di indire una istruttoria pubblica”, 2) “ di sospendere la procedura attuativa dell’intervento relativo a piazza Partigiani e di subordinare la variante urbanistica all’esito dell’istruttoria pubblica”, ma – contrariamente a quanto deliberato – nella delibera del Piano delle alienazioni immobiliari, all’esame della seduta della Commissione Urbanistica di domani, per le verifiche degli standard urbanistici delle varianti al Prg da inviare alla Regione, è stata inserita anche la variante di Piazza Partigiani con la nuova destinazione “residenziale” della zona su cui oggi insiste la scuola materna.” Lo comunica in una nota il consigliere comunale di Lecce, Antonio Rotundo.

“Se non si tratta di un errore, siamo davanti ad un vero e proprio capovolgimento di posizione.

L’atto proposto contraddice, infatti, clamorosamente la precedente delibera che è tuttora vigente non essendo stata revocata e tradisce, aldilà di mere dichiarazioni di facciata, una persistente volontà politica – evidentemente mai venuta meno nei fatti – di voler vendere a privati l’unico spazio pubblico del quartiere.

Da qui la nostra richiesta alla giunta di parlare chiaro una volta per tutte e di essere coerente sia rispetto alla volontà espressa dal Consiglio Comunale sia rispetto agli impegni assunti con i cittadini di Piazza Partigiani di attendere la pronuncia del Tar (prevista per il 30 giugno p.v.) sul ricorso presentato proprio dal Comitato.

Per queste ragioni, il gruppo del Pd propone di stralciare dall’elenco delle varianti urbanistiche incluse nella delibera in esame quella relativa a Piazza Partigiani, convinti come siamo che per fare cassa e risanare i conti non si possono assolutamente vendere beni essenziali per la comunità quali scuole e verde pubblico.”

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

14 − 8 =