Quella di oggi non è una storia di famiglia, bensì una serie di osservazioni numerologiche che, a dire il vero, non credo abbiano una ragion d’essere e pertanto possono essere fini a se stesse. Almeno credo.

Poi non so se esiste un vero e proprio significato in quello che sto per scrivere. In realtà questa settimana sono afflitto da una diabolica pigrizia, che mi impedisce di aprire la libreria e di tirare fuori i documenti, i testi e tutto quello che può servire per raccontare un nuovo episodio con i miei antenati nel ruolo di starring. Perdonatemi, ma capita a volte di non aver voglia di lavorare, vuoi per motivi psicologici, vuoi per stati d’animo ad impronta depressiva. Potrei raccontare qualcosa relativa al sottoscritto che, per ovvie ragioni appartiene alla mia famiglia, ma credo di aver esaurito l’argomento nel tomo “Tutta colpa del Karma” che corrieresalentino.it ha deciso di pubblicare. Posso assicurare che l’80% di quanto esposto sino al capitolo 12 è vero, anche se raccontato in modo teatrale e burlesco. Gli ultimi capitoli invece, come chi avrà modo e pazienza di costatare leggendoli, appartengono al genere fantasy.
Comincio con un’osservazione, degna delle disquisizioni alfa-numeriche del Codice da Vinci, ma non voglio assolutamente scomodare Dan Brown per così poco. Allora, come tutti gli appartenenti al genere umano, anch’io ho avuto quattro nonni, per la precisione due maschi e due femmine, non essendo all’epoca stati inventati né il matrimonio gay, né l’adozione per coppie omosessuali, in nessun luogo del globo. Ho già detto in altre occasioni che la madre di mio padre era sorella del padre di mia madre, con la logica conseguenza che fra me ed i miei parenti stretti intercorre una complessità di relazioni che richiederebbero uno sforzo di gran lunga maggiore alla mia odierna pigrizia. Tuttavia, voglio focalizzare l’attenzione sui miei due nonni di sesso maschile dei quali, detto per inciso, ho conosciuto solo quello materno e che è stato quasi un padre per me, mentre quello paterno non ho avuto modo di incontrarlo, essendo andato nel luogo del non ritorno ben undici anni prima del mio avvento in questa valle di lacrime. La cosa che risalta agli occhi, guardando le date di nascita dei miei nonni, è che entrambi erano nati il 15 marzo, ad una distanza di 15 anni l’uno dall’altro. Non so assolutamente cosa questo significhi o se abbia uno scopo ben preciso, però se fossi un patito del lotto, avrei sicuramente giocato questa triplice presenza del numero 15, mentre se fossi Dan Brown avrei scritto un seguito al suo best seller. Ma per complicare le cose, posso dire che ai tempi in cui facevo anche il musicista jazz, il mio idolo era, e lo è ancora adesso, il sassofonista americano Lester Young, deceduto il 15 marzo 1959. Ecco che il numero esce fuori dai legami di famiglia, invadendo il campo degli interessi personali. Il 15 si sa è un multiplo di 3, il numero perfetto, la Trinità e, tra l’altro, anche il numero relativo al mese di nascita dei miei due avi. Ma se faccio la somma delle date di nascita dei due nonni, ecco che per quello paterno viene fuori 42, da cui 4+2=6, multiplo di 3, mentre per quello materno abbiamo 30, cioè 3+0=3, il numero perfetto. E’ inutile dire che anche la data di morte di Lester da il numero 42 e quindi 6.
Mi fermo qui, altrimenti esce fuori anche la proporzione aurea ed il simbolismo del Graal. Prometto che la prossima settimana racconterò qualcosa di più tangibile. Un ultimo avvertimento: non giocate al lotto i numeri di famiglia, non credo conducano a vittoria ma, se qualche avventato dovesse farlo, si ricordi almeno del sottoscritto, per non incorrere nell’ira dei nonni e dell’idolo jazzistico.

Cosimo Enrico Marseglia

 

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