Il matrimonio fra i futuri sovrani d’Inghilterra ha definitivamente messo in risalto il fatto che, inevitabilmente, i tempi cambiano. Infatti, se fino a qualche decennio or sono era inammissibile che una borghese sposasse il futuro sovrano britannico, tale tabù oggi è stato sfatato anche oltre il canale della Manica.

Le altre monarchie regnanti europee ci erano arrivate già da qualche tempo. Ma se scorriamo le pagine del tempo, andando indietro di più di un secolo, ci accorgiamo che ciò era quasi impossibile anche nelle famiglie nobili, a meno che la sposa non fosse portatrice di una considerevole dote, capace di far dimenticare la mancanza di sangue blu. In caso contrario spesso si parlava di scandalo, che comportava anche un diseredare il rampollo o rampolla che fosse. Eppure a volte tali storie potevano concludersi anche con un lieto fine. Terminata l’introduzione, vengo a parlare della storia odierna, ovviamente riferita ad esponenti delle famiglie, il cui sangue scorre ancora nel mio apparato circolatorio, giusto per usare una terminologia medica.
Siamo nella seconda metà del XIX secolo in un paese della Provincia di Terra d’Otranto, non lontano dal capoluogo. Lui è un giovanotto distinto, ricco ed anche generoso ma non per questo privo di quella tendenza al libertinaggio di cui il Primo Stato è sempre stato portatore. Per carità, non che le altre classi sociali fossero immuni da tale stile di vita, tutt’altro, anzi specialmente i borghesi sono sempre stati più maldestri ed ipocriti dei nobili, perché privi di un certo savoir faire innato. Ma ritorniamo a lui. Suo padre è originario di Napoli e la famiglia si è stabilita nel Salento perché sua madre, originaria di Lecce, porta una discreta dote che necessita di essere amministrata in loco. Il soggetto in questione è il terzogenito fra i maschi, escludendo un altro fratello morto bambino, ed i suoi modi galanti ed aristocratici fanno breccia nel cuore delle nobili fanciulle ma anche delle non nobili. Fra queste, in particolare, ce ne è una che colpisce l’attenzione del rampollo per la sua bellezza. Si tratta di una giovane ragazza proveniente da una famiglia umile ma onesta. Le arti seduttive di lui riescono ad infrangere la tenue resistenza di lei, così i due diventano amanti. Il gioco dura sino a quando, come spesso accade, lei rimane incinta e da alla luce un bambino, che il padre però rifiuta di riconoscere e viene, in un primo tempo, battezzato col cognome della madre. Tuttavia, la bellezza di lei spinge lui ad un ritorno alla carica dopo qualche tempo ed ancora lei cede e rimane incinta per la seconda volta, tre anni dopo circa la nascita del primo figlio. A questo punto, non so di preciso come siano andate le cose, ma i genitori dell’arzillo galletto, forse spronati da quelli della fanciulla sedotta, fanno una bella lavata di testa al giovanotto che si trova costretto a riparare al danno commesso. La vicenda si conclude col matrimonio e col riconoscimento del primogenito. Per la cronaca, dall’unione verranno ancora altri sette fra figli e figlie.
Cosimo Enrico Marseglia

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