E’ stata costretta  a subire le violenze sessuali di un connazionale, che le aveva offerto ospitalità nella sua abitazione di Surbo. E’ finito nel pomeriggio odierno, con l’arresto del suo presunto aguzzino, l’incubo di una rumena, di 50 anni, giunta nel Salento nel mese di marzo, per trovare impiego come badante.

La donna, tramite alcuni suoi connazionali, aveva trovato una sistemazione temporanea presso l’abitazione di un rumeno, a Surbo. Ma quello che sembrava essere stato un gesto di galanteria, si e’ presto rivelato avere un secondo, squallido, fine.

La prima notte, infatti, l’uomo, George Dimofte, 52enne, da anni residente nel paesino alle porte di Lecce, rientrato a casa in evidente stato di ebbrezza, ha costretto la donna a subire gli abusi. A niente sarebbe valso il disperato tentativo
di sfuggire dalle grinfie dell’uomo, nettamente più forte fisicamente. E lo stesso sarebbe accaduto il giorno successivo, e ancora per altri tre giorni. A far scattare le indagini, che hanno visto oltre alla testimonianza della vittima, anche deposizioni di persone informate sui fatti, la denuncia della vittima sporta negli uffici della Questura. Gli agenti della squadra mobile di Lecce, su richiesta
del sostituto procuratore Carmen Ruggieri, che ha ravvisato gravi indizi di colpevolezza a carico del Dimofte, hanno eseguito l’ordinanza applicativa della misura coercitiva della custodia cautelare emessa dal gip Nicola Lariccia ed hanno accompagnato l’uomo in carcere. L’accusa e’ di violenza sessuale continuata.

 

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