“Quando brucia Troia, Enea si mette sulle spalle il vecchio padre Anchise, prende le cose più care di casa sua per mettersi in cammino e per andare a cercare una nuova civiltà. Noi viviamo in un momento in cui rischiamo di dissipare le vecchie cose delle nostre  case e di non metterci sulle spalle i nostri vecchi”.

Lo ha detto il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola alla presentazione questa mattina presso la stazione ferroviaria di Bari di “Visioni d’Italia, 150 anni di Unità d’Italia visti dalla Puglia”, accompagnato dagli assessori regionali Alba Sasso e Elena Gentile. “Una società che non ha consapevolezza e cura per la memoria e per la storia del passato – ha detto Vendola ai ragazzi degli istituti scolastici presenti all’inaugurazione –  è una società che rischia di precipitare nel buco nero di molto smarrimenti. Io penso che noi per custodire quei beni straordinari di cui godiamo, e cioè la democrazia e la libertà, dobbiamo essere consapevoli di quanto sia stato duro e amaro il cammino per conquistarli, di quanto sangue sia costato a tanti ragazzi come voi, che sono venuti prima di voi in altre epoche . Questa mostra, allestita all’interno di un treno, è veramente un frammento di conoscenza e di cultura bellissimo da offrire alle nuove generazioni”. La storia per il presidente Vendola è “come una bussola, senza memoria non sappiamo più dove andare e non abbiamo più un orizzonte”. Ecco perché “conoscere la storia del risorgimento e del nostro paese significa non voler sventolare retoricamente una bandiera, bensì aver consapevolezza dei nostri doveri di progredire per andare verso orizzonti di libertà e di benessere per tutti”.
Infine, al termine della visita della mostra multimediale con oltre 500 fotografie, questo è stato il pensiero, lasciato sul libro degli ospiti, del Presidente Vendola: “Visioni, memorie, narrazioni, fotogrammi del dolore e della speranza, volti e corpi di un Paese che cerca luce, di un Sud che cerca di mettersi in piedi, il nostro molteplice lungo ieri. Senza questi semi, senza tutti i nostri album di famiglia, album di famiglie, non c’è patria, non c’è matria, non c’è senso, non c’è futuro”.

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