“Oggi è in corso una regressione della nostra scuola e della nostra Università in termini di selezione classista perché quando in una famiglia, con un unico stipendio e con condizioni di disagio economico, i livelli superiori di istruzione sono interdetti a causa delle tante barriere sociali, vuol dire che siamo in un moderno ottocento che si affaccia nella vita delle famiglie”.

Lo ha detto il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola intervenendo questa mattina a Bari alla conferenza regionale di programmazione sul diritto allo studio dell’istruzione universitaria insieme con l’assessore competente Alba Sasso.

“Progressivamente si è perso completamente il senso di cosa sia il diritto allo studio – ha continuato Vendola – oggi è un’attività acrobatica di sopravvivenza soprattutto per gli studenti delle aree meno avvantaggiate, per gli studenti appartenenti agli strati sociali più svantaggiati della nostra popolazione. Il diritto allo studio è un arrampicarsi sugli specchi in una condizione per la quale gli apparati formativi sono  sempre più impermeabili alla domanda di istruzione dei  ceti popolari. Viviamo in un clima che scientificamente delegittima la cultura e gli apparati della formazione. Si è insinuata l’idea che il titolo di laurea diventa sempre più irrilevante nel suo peso sociale. E quando i titoli di laurea diventano irrilevanti, trainano agevolmente quella sorta di pregiudizio nei confronti della cultura, la cultura cioè non è la benzina nel motore della società. Questo pregiudizio si trasforma in una specie di ritirata strategica del pubblico rispetto ai propri doveri nei confronti della promozione del diritto allo studio. La  condizione diventa quindi drammatica”.

“Non investire sulla scuola, sulla formazione e sul diritto allo studio  – ha aggiunto il Presidente – è una maniera paradossale di affrontare la crisi economica e finanziaria. Nella maggior parte dei paesi d’occidente, a cominciare dagli Stati Uniti, si è reagito alla crisi più grave dopo quella del 1929, investendo di più in formazione e cultura. In Italia si è fatta un’operazione scientificamente capovolta. E noi qui in Puglia la subiamo perché ci mancano i trasferimenti di risorse.  Oggi siamo ad un bivio, da una parte c’è la ripartenza della nostra società e della nostra economia e si sta rimettendo in piedi la scuola e l’Università, dall’altra parte, colpendo al cuore la scuola e l’Università, c’è solo la strada del declino e dell’imbarbarimento della nostra società”.

“La scuole e l’Università – ha concluso Vendola – non sono un lusso della domenica, ma le virtù indispensabili di ogni società civile. Speriamo di non essere come i salmoni che risalgono controcorrente il corso dei fiumi ma speriamo di ritrovarci, con tutti i livelli istituzionali, a condividere una idea che è il cuore stesso della modernità, e cioè che senza il futuro e la cultura delle giovani generazioni, noi siamo soltanto una società di morti”.

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO

4 − due =