Anche nel 2011 torna la programmazione musicale della Saletta della  Cultura “Gregorio Vetrugno” di Novoli (Le). La rassegna Tele e  ragnatele, curata da Mario Ventura e organizzata in collaborazione con  Coolclub, propone anche quest’anno alcuni tra i più rappresentativi  esponenti della musica d’autore italiana.

Venerdì 20 maggio ( ore 21.30 , ingresso gratuito ) alla Saletta di  scena Naif Herin che presenterà i brani del cd “Le civette sul comò”,  il frutto maturo delle variegate esperienze che la giovane cantautrice  valdostana ha accumulato in otto anni di attività contrappuntati da collaborazioni eccellenti. Da quella con la “New Power
Generation”, il  gruppo di Prince, al chitarrista Marc Ribot , che ha donato inquietudine  ad alcuni pezzi del suo cd “… è tempo di raccolto”.
Con la sua musicalità popolare, “Tre Civette sul Comò”, una delle  filastrocche italiane più note, ha conquistato schiere di ragazzi.  Dietro l’innocente cantilena cela, però, un fascino sfuggente che è  stato, addirittura, oggetto di un saggio di Umberto Eco. Diversi piani  di lettura ha anche il nuovo disco cd di Naif Herin che, non a caso, si intitola proprio “Le civette sul comò”. Non potrebbe essere diversamente  visto che è il frutto maturo delle variegate esperienze che la giovane  cantautrice valdostana ha accumulato in otto anni di attività  contrappuntati da collaborazioni eccellenti. Da quella con la “New Power Generation”, il gruppo di Prince, al chitarrista Marc Ribot,
che ha  donato inquietudine ad alcuni pezzi del suo cd “…è tempo di raccolto”.  È, poi, dello scorso anno l’inclusione di due sue canzoni nel cd “Giorni  di Rose” di Paola Turci. Per non parlare delle continue trasferte di  NAIF HERIN in terra di Francia, dove lo scorso anno ha pubblicato il cd “Faites du bruit” e partecipato ad una puntata della prestigiosa  trasmissione televisiva “Taratatà”. Otto anni di lavoro matto e  disperato che hanno forgiato un'”artigiana della canzone”, come si  autodefinisce, capace in questo suo ultimo lavoro di costruire una serie  di “canzoni-civetta” che rispolverano il fascino leggero degli anni  felici della canzone d’autore, coniugando
l’immediatezza della musica  popolare con intriganti sonorità moderne. “La differenza sta nel senso  di appartenenza”, canta ne “L’uomo dalle poche parole”, uno dei gioiellini di un cd che, nell’era del villaggio globale, teorizza il  ritorno ad un villaggio universale fatto di rapporti veri (“l’Italia  generosa e premurosa” ricordata in
“Annarosa”), di speranze che aiutano  a superare le giornate tristi (“Una giornata triste”), di passioni  capaci di accendere (“E’ l’inferno”). In un mondo che soffre di “grave solitudine virtuale” c’è bisogno di un saggio “Menestrello da Strapazzo”  come lei, capace di risvegliare, con una musica dal respiro corale, “un  desiderio non solamente mio” intonato nell’ultimo brano presente nel  disco, una celebre canzone resa nota da Cesária Évora, qui arrangiata in chiave originale in lingua italiana. Gaetano Lo Presti (Giornalista).

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