All’interno della rassegna di concerti “Tele e ragnatele”  e nella splendida cornice teatrale d’ascolto della “Saletta della Cultura” di NOVOLI (LE), Luigi Mariano festeggerà un anno dalla pubblicazione del CD “Asincrono” con un grande concerto in quartetto e tantissime sorprese e chicche imperdibili.

I n   q u a r t e t t o:
LUIGI MARIANO: voce, chitarra acustica, armonica
ANDREA BACCASSINO: pianoforte elettrico, tastiera e cori
PASQUALE CHIRIVI’: basso elettrico e cori
GIULIO ROCCA: percussioni

Stralci di recensioni del CD “Asincrono”:
“La musica di Mariano è raffinata ma divertente, mai noiosa, e calza a pennello sui testi non indifferenti dei brani.Un progetto ben costruito, ben suonato, lineare, coerente. Da autore completo”.“IL MUCCHIO SELVAGGIO”, marzo 2011

“Pochi cantautori sanno conciliare, con tale grazia artistica, canzoni intimiste ad altre di impegno civile.Da Giorgio Gaber, Mariano ha imparato l’ironia goliardica e scanzonata con cui condisce a volte molti brani, ma anche la serietà di opinione senza peli sulla lingua, con cui si schiera contro qualunquismo, indifferenza, lottizzazioni e servilismi.
La ricerca dei testi poi valorizza al massimo il pathos che l’autore vuole comunicarci, specie nei brani intimisti e personali”.”Il FATTO Quotidiano”, 5 agosto 2010

“Il disco”Asincrono”di LUIGI MARIANO è quanto di meglio io abbia ascoltato nella musica italiana, in questi ultimi tempi.E io, per lavoro, ne ascolto tanti. Ci sono vere perle (penso soprattutto a “Questo tempo che ho”, ma anche alla struggente “Edoardo o “Non ti chiamerò”), e colpi di genio, come “Il singhiozzo”, “Il negazionista”, “Asincrono”, o pezzi che segnano questi nostri giorni difficili (“Cos’avrebbe detto Giorgio?”, “RAI libera!”).
Luigi Mariano è nel cuore della musica. Un predestinato”.STEFANO MANNUCCI (de “Il Tempo”)

“Luigi Mariano ha padronanza significativa di parole e musica. Il suo CD “Asincrono” è un lavoro vero e coraggioso, finalmente un disco cantautorale come si deve, una delle cose cantautorali migliori degli ultimi dieci anni italiani, con grandi impennate di talento.
ANDREA SCANZI, “La Stampa”, 20 agosto 2010

 

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