Brutta avventura per un 66enne di Nardò, vittima di un singolare episodio di estorsione da parte di due persone: Luigi Imbò, 37enne e Marco Valerini, 42 anni e pregiudicato, entrambe di Lecce e che sono state arrestate in flagranza di reato dalla compagnia di Nardò guidata dal luogotenente Giuseppe Serio.

La vittima, ex-imprenditore nel settore sanitario e farmaceutico e adesso in pensione, veniva ricattata dallo scorso mese, dai due che avevano trovato un filmato a luci rosse che mostrava il 66enne in atteggiamenti piuttosto intimi con una 35enne neretina. Il video amatoriale, girato circa un anno prima, era passato nelle mani dei presunti estorsori, quando la vittima aveva portato il pc che lo conteneva proprio da Imbò che di professione fa l’elettricista e conosceva abbastanza bene la vittima, che a sua volta lo avrebbe consegnato per aggiustarlo a Valerini, un tecnico bancario.

 

Circa a metà maggio, il 66enne aveva ricevuto una busta gialla priva di mittente, contenente un cd-rom con il filmato e un foglio dattiloscritto in cui si richiedeva la somma di 30.000 euro – poi scesa a 10.000 – entro 24 ore, pena la pubblicazione su internet e a Nardò del filmato hot. Dopodiché aveva iniziato a ricevere una serie di telefonate presso la sua abitazione in cui si ripetevano le minacce da una voce che si spacciava per rumena.

L’uomo, preoccupato per la sua reputazione ma soprattutto per quella della donna con cui si era intrattenuto, ha allertato le forze dell’ordine, che hanno così avviato le indagini per risalire ai colpevoli. E’ stato semplice individuare il momento in cui il filmato sarebbe potuto passare in mani altrui, proprio nella consegna del pc al tecnico. I carabinieri di Nardò hanno quindi controllato con pedinamenti e intercettazioni telefoniche Imbò e Valerini.

Dopo una settimana è stato così organizzato un incontro in cui doveva essere consegnato il denaro; era stato pattuito che i soldi venissero lasciati in una campagna tra Galatone e Nardò ma i due estorsori, probabilmente sospettando i movimenti dei carabinieri non si sono presentati. In quell’occasione, tra l’altro, i soldi sono stati trovati da un contadino e riportati per caso alla stazione di Nardò.

Dopo aver ricevuto altre telefonate e cercato di organizzare altri incontri, finalmente ieri pomeriggio l’appuntamento ha avuto buon fine. Intorno alle 18.00 i carabinieri hanno iniziato a pedinare la vittima e i due presunti estorsori, fino a Lido Conchiglie, dove sul piazzale di un distributore in disuso, doveva essere lasciata una busta contenente il denaro, che doveva poi essere recuperata.

Trascorsi alcuni minuti infatti, Imbò si è presentato sul piazzale con fare circospetto e ha recuperato la busta; le forze dell’ordine a quel punto sono uscite allo scoperto e hanno fermato l’uomo che nel frattempo ha anche tentato di disfarsi inutilmente dei soldi. Poco più distante i carabinieri hanno anche fermato Valerini che attendeva il complice a bordo della propria auto.

Perquisiti i due, sono stati trovati un walkie-talkie, due cellulari usati per mettersi in contatto con la vittima – e le cui sim erano state intestate ad ignari cittadini tramite copie di documenti rubati – e una chiavetta USB contenete il filmato a luci rosse.

I due sono stati quindi arrestati con l’accusa di estorsione continuata e condotti nel carcere di Lecce a disposizione delle Autorità Giudiziarie e per il 66enne si è conclusa finalmente l’avventura tanto singolare.

 

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