Demolizioni “fai da te” per ottenere la sospensione della pena. Altri tre cittadini salentini hanno scelto la strada meno dolorosa per abbattere i manufatti abusivi scoperti dalla Procura della Repubblica di Lecce. Si tratta di immobili ubicati nei paesi di Ruffano, Ugento e Montesano, sui quali pendeva l’ordinanza

di abbattimento firmata dal procuratore aggiunto di Lecce, Ennio Cillo. Proprio quest’ultimo, coordinatore del pool di magistrati che indaga sui reati ambientali commessi in Salento, ha spiegato come, negli ultimi mesi, siano sempre piu’ numerosi i proprietari che scelgono di demolire autonomamente gli immobili abusivi. La legge prevede infatti che, in caso di condanne passate in giudicato, le demolizioni vengano effettuate dai Comuni, che si rifanno poi sui proprietari. Oppure che siano i proprietari stessi ad effettuare gli abbattimenti, pagandoli di tasca propria ed ottenendo in cambio la sospensione della pena comminata. La violazione delle leggi in materia di edilizia prevede l’arresto fino a due anni e il pagamento di ammende da 5.164 a 51.645 euro. “A convincere i cittadini dell’opportunita’ dell’autodemolizione – ha spiegato il procuratore – e’ l’evidenza che in Salento le demolizioni disposte dall’autorita’ giudiziaria vengano poi effettivamente effettuate. Il trend e’ positivo, perche’ dall’inizio del 2010 ad oggi, tra demolizioni a carico dei Comuni e autodemolizioni sono stati effettuati circa 80 interventi, che hanno consentito di recuperare pezzi importanti della campagna salentina”. Particolarmente interessata dai controlli della Procura di Lecce e’ stata la zona di Gallipoli, anche se le verifiche sono state effettuate in tutto il Salento. A breve saranno realizzate altre demolizioni coattive.

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