“Al solito la montagna di parole vendoliana ha partorito un topolino… anzi, sembra che i pugliesi, sulla cosiddetta acqua pubblica, debbano subire l’ennesima beffa, proprio all’indomani del referendum con il quale i cittadini hanno creduto di cacciare via i ‘pescecani privati’ non dalla gestione delle reti idriche, bensì dalla somministrazione dell’acqua potabile dai rubinetti…”. Lo sostiene in una nota il Consigliere regionale del Pdl, Antonio Barba.

“Nel DDL sul quale stiamo discutendo oggi – evidenzia Barba – dell’acqua pubblica gratis per tutti non c’è traccia. Si dice soltanto che l’Acquedotto Pugliese, ritornato nella mani del ‘pubblico’, dovrà destinare, solo e soltanto in caso di avanzo di bilancio, il 18% all’erogazione gratuita ad alcune fasce di popolazione. Null’altro!
La presa in giro dei cittadini viene così palesata, poiché non si conosce ente pubblico in grado di regalare avanzi di bilancio”.
“La verità  – aggiunge l’esponente Pdl – l’ha scritta oggi il giornalista economico Massimo Mucchetti: “Senza i privati, nel settore dell’acqua pubblica, o ci saranno più tasse, o ci saranno più tagli”. Spazio per i maghi dell’acqua e per i maghi delle parole non ce ne sono!  Subdolamente, così come per l’aumento dell’Irpef, si è attesa la chiusura delle urne per entrare nel merito delle questioni, che sono ben più complesse di qualche semplicistico slogan elettorale. Non ci pare possibile che un acquedotto non in grado di reperire risorse private possa, essere capace di rammodernare la rete idrica, che ha falle da terzo mondo, e di chiudere persino in avanzo di amministrazione”.
“Finisce qui – conclude Barba – l’ennesima trovata da prestigiatore che non sappiamo per quanto tempo possa ancora sortire effetti”.

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