C’è chi assume pose artistiche, spacciandole per arte, o cercando di esibirsi, a soli fini “predatori” o, più generalmente, per farsi notare.
Succede spesso anche col talento: una spiccata caratteristica, dote, attitudine che, impossibile da non esprimere, trova, prima o poi, la sua strada, la sua valvola di sfogo.

“È vero, potrò anche aver talento, ma, al giorno d’oggi, fra tutte le cose che sono già state presentate, mi dici che posso fare?” – chiedeva Luca a Giovanni, suo intimo amico.
“Uno come te è impossibile non notarlo. Non solo sei bello, ma sai fare cose straordinarie! Rimboccati le maniche e non piangerti addosso, vedrai che una soluzione la troverai!”.
“Sarà, ma solo queste mani, non possono aiutarmi!”.
“Eh via!”.
Mentre Giovanni replicava così per spronare un po’ l’amico, questi, continuando a fissare le sue mani, d’un tratto balzò in piedi e corse verso casa, a piedi, con lo sguardo fisso sui suoi palmi.
Da quel giorno, Giovanni non ebbe più notizie di Luca, pur lasciandogli messaggi vocali, sms, bussando alla porta di casa sua … sparito! Luca era completamente scomparso.
Non segnalò la cosa, perché, se gli fosse successo veramente qualcosa, ci avrebbero pensato i genitori, mentre questi erano tranquilli.
Dopo qualche tempo, una sera, vedendo la tv, Giovanni non credette ai suoi occhi: Luca era ad un talent show. Si esibiva in una prova artistica: ricreare, con i piedi, gli stessi animali, scenari, ombre, alfabeti, anche con vernici speciali, che, generalmente, si creano con le mani, di cui era un vero esperto.
“Dedico questa esibizione a Giovanni, il mio migliore amico!” – annunciò poco prima di esibirsi – “Ti chiedo scusa per il mio isolamento, ma ora che vedrai la mia prova capirai. Avevo bisogno di concentrazione ed esercizio, e non è facile rispondere quando sei, letteralmente, sottosopra.”.
Giovanni, da casa, aveva tanti punti interrogativi che gli uscivano dalla testa e manifestò il suo interesse e la sua curiosità spostandosi in avanti, inclinando la schiena in direzione del televisore e concentrandosi.
Da lì a poco, partì la musica e vide il suo amico rizzarsi sulle mani, lui che aveva sempre provato repulsione per gli sforzi fisici! Quello che seguì, tuttavia, fu ancora più mirabolante: Luca iniziò a delineare, con i soli piedi, scenari orientali, faunistici, floreali, cose mai viste, utilizzando anche dei colori con cui dipinse il dorso del piede e le dita, ma non preventivamente. Utilizzò i piedi per farlo, sul momento, un po’ come per il detto “Una mano lava l’altra”.
Alla fine dell’esibizione, il pubblico fu talmente entusiasta che si espresse con una standing ovation, ripagando Luca dei mesi di isolamento ed esercizio. Quelli che ne erano capaci, per un omaggio all’artista presentatosi, si misero in piedi sulle mani e batterono i … piedi!
“Grazie, grazie a tutti!” – ribatté Luca – “Non sapete quanto sia felice!”.
“Come mai questa insolita scelta?” – domandò la presentatrice.
“Beh, io ho questo talento con le mani da sempre. Credo di aver iniziato già da piccolino e volevo esprimermi anche dinanzi ad un pubblico più grande, solo che non sapevo come, perché sarei stato banalizzato. Questo tipo d’arte è stato già visto tante volte, avrei proposto una cosa già fatta e, probabilmente, non posso averne certezza, sarei passato inosservato. Ma, se avessi trovato una maniera originale, insolita, di comunicare questa mia passione, magari ce l’avrei fatta. L’idea mi è venuta parlando con Giovanni. È a lui che devo la mia mancata resa e questa idea. Grazie amico!”.
Fu uno scroscio di applausi, mentre la presentatrice ancora chiedeva: “Ti sarai dovuto esercitare un sacco credo?!”.
“Si, per ore e ore. Non è stato per niente semplice. Ho semplicemente unito talento, costanza ed esercizio e voglia di farcela, anche per il mio amico! A proposito, ci vediamo stasera!”.
“Bene, immagino che Giovanni sarà contentissimo. Grazie Luca!” – congedandolo.
“Puoi giurarci che sono contento, al settimo cielo. Corro subito a chiamarti!” – dimenticando che, anche lui, come il pubblico in sala, era in piedi sulle mani, facendo, perciò, un bel capitombolo e ridendo con grande soddisfazione e felicità.
Fine
Ogni riferimento a fatti, persone, situazioni è puramente casuale

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