Il “Bite” dall’inglese morso è una placca, di vario materiale (resina, silicone) di vario colore (trasparente, rosa, azzurro) che s’inserisce tra le arcate dentali per vari motivi. Il più comune è la disfunzione dell’articolazione temporo mandibolare, ovvero una posizione della mandibola errata, ma viene anche utilizzato per  mal di testa, mal di spalla, usura dentale, errori posturali, russamento, apnee notturne, miglioramento delle prestazioni sportive.

Il bite per risolvere questi problemi deve  essere costruito individualmente su ciascun soggetto, dopo un’accurata diagnosi. E’ indispensabile una visita da un odontoiatra che deve valutare il paziente prima clinicamente e poi con esami strumentali, elettromiografia ( studio dei muscoli masticatori ), kinesiografia ( studio del movimento mandibolare), rx cone beam una radiografia a basso dosaggio che ci permette di valutare la situazione articolare, per elaborare l’esatta diagnosi e sviluppare il programma terapeutico che può comprendere un bite.
I bite non sono tutti uguali ma, ripeto, devono essere costruiti dietro disegno del medico per ciascun paziente e per ciascuna patologia, quindi devono essere controllati e se necessario ritoccati durante la terapia.
Molto spesso la terapia con bite deve essere associata ad altri presidi terapeutici per la risoluzione della patologia. Per esempio nei casi di cefalea, bisogna ben distinguere il dolore dovuto all’occlusione da quello dovuto ad altri distretti del corpo, in questi casi vi è quasi sempre una componente psicogena, che va valutata, ( la perdita di una persona cara, dissidi di lavoro etc.etc), anche una nutrizione errata, ci sono cibi che possono esacerbarla o provocarla, un infiammazione cronica ( oggi esistono esami non invasivi che la possono mettere in evidenza) che talvolta altera anche la risposta farmacologica rendendola inutile, blocchi articolari in altri distretti che hanno bisogno di terapie manipolative.
In casi di russamento e apnee notturne, dopo corretta diagnosi anche con polisonnografia, l’ortodontista valuta la connessione tra disturbi del sonno ed eventuali anomalie strutturali maxillo-facciali per correggerle, quando la lingua e la mandibola restringono e ostruiscono il passaggio orofaringeo, spesso in questo caso vi è anche un aumento di peso che va controllato.
In pratica prima di utilizzare un bite deve essere fatta una diagnosi esatta e un preciso piano terapeutico altrimenti il bite serve a poco e a niente.
Dr.Giorgio Natali
nataligiorgio@virgilio.it

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