Spuntano altri particolari dall’interrogatorio di Marco Paoloni, il portiere della Cremonese, da gennaio al Benevento, agli arresti domiciliari da venerdì scorso, reso davanti al procuratore Roberto di Martino.

Soprattutto come Paoloni ha preso in giro i suoi creditori, fingendosi il giocatore del Lecce Daniele Corvia e addirittura inventandosi l’esistenza di un ”ispettore di polizia, zio di Corvia”. E’ accaduto per Inter-Lecce. Ecco come il portiere racconta il suo bluff al procuratore Roberto di Martino. ”Quando successivamente sono stato messo alle strette, ho deciso di inscenare una reale presenza di Corvia con il seguente espediente:” Ho creato su skype un nuovo account a nome di Daniele Corvia”.
Il portiere spiega che ”tramite questi account ho contattato Erodiani e ho finto di essere Corvia: l’ho contattato come minimo due o tre volte. Nel corso di queste conversazioni, io, fingendomi Corvia, ho cercato di tranquillizzare Erodiani, spiegandogli che la partita era andata male perche’ l’Inter aveva cambiato idea all’ultimo momento”. Paoloni riferisce di aver detto ”queste cose o chiattando su skype o nel corso di una telefonata che nello stesso periodo ho effettuato da una cabina telefonica di Benevento nei pressi del Giudice di Pace ad un telefono di Giannone”. Paoloni racconta che ”anche in questa occasione ho finto di essere Corvia” e ricorda che ”quella stessa mattina mi aveva telefonato Giannone, rappresentandomi che stavano arrivando ‘i cinesi’ che avevano intenzione di chiedere spiegazioni a Giannone e pertanto quest’ultimo voleva parlare con Corvia per ricevere una spiegazione a sua volta. Questi contatti su skype sono durati ogni volta alcuni minuti, al massimo 10 o 15. Erodiani mi disse che aveva bisogno di parlare con Corvia”. Paoloni allora escogita un piano. ”A questo punto io mi resi conto che non potevo fingermi Corvia al telefono perche’ sarei stato riconosciuto. Pertanto ho spiegato a Erodiani che Corvia non voleva che nessuno sentisse quando lui parlava di questi argomenti e pertanto lo avrebbe contattato su skype. In effetti Erodiani anche successivamente ha insistito perche’ ci fosse qualche contatto telefonico diretto. Si tratta di contatti che ho avuto con l’Iphone che mi e’ stato sequestrato”. Erodiani e’ convinto di parlare con Corvia. Spiega Paoloni: ”Erodiani disse a Corvia, cioe’ a me che facevo quella parte, che mi sarei dovuto recare a Bologna a fornire spiegazioni e per dimostrare che era effettivamente lui la persona coinvolta. Disse inoltre che a tutto si poteva rimediare con ulteriori scommesse. Spesso parlando con Erodiani ho continuato a dire di essere in contatto con Corvia. Ad un certo punto ho appreso che Erodiani e Giannone si apprestavano a venire a Lecce per incontrare allo stadio Corvia”. Paoloni deve escogitarne un’altra: ”Ricordo che sia su skype chattando, sotto la veste del sedicente Corvia, che al telefono, qualificandomi come Paoloni, in quest’ultimo caso dandomi una conferma, venne detto ad Erodiani che il Corvia aveva uno zio Ispettore di Polizia che avrebbe raccontato tutto”. L’ennesima bugia ”per arginare questo viaggio”.