“Chiedo al Governo di mettersi nei panni di chi si trova già a dover fare le acrobazie per sopravvivere con meno di 500 euro al mese di pensione, e per di più si ritrova a non poterle neanche riscuotere a causa dei malfunzionamenti di un ‘software’.

Dopodiché provassero a mettersi nei panni anche di chi, seduto davanti a un terminale muto e subissato di lamentele per le esasperanti attese, si ritrova nella frustrante condizione di dover giustificare a questi cittadini la propria impotenza e, come se non bastasse, dover spiegare a quelli più anziani cosa sia un software e perché quel malefico terminale si ostini a volergli negare quei sospirati 500 euro”. Sono queste considerazioni che hanno portato la parlamentare del PD, On. Teresa Bellanova, a depositare un’interrogazione parlamentare al Ministro per lo Sviluppo Economico sui disservizi informatici che stanno paralizzando in questi giorni gli uffici postali.
“Gli uffici postali del territorio salentino, come quelli dell’intera Italia, si sono trasformati in questi giorni in gironi infernali. Cittadini che chiedono di usufruire di un normalissimo servizio e pensionati che sperano di dare un senso a quella misteriosa ‘social card’ che gli è stata recapitata, si ritrovano a sperare in un ordinario tramutatosi in miracoloso”.
“Il problema” spiega la Bellanova “sembrerebbe derivare dal black out di un moderno sistema operativo, che Poste Italiane ha iniziato a sperimentare già dallo scorso 2010 e che si dimostra oggi sovraperformante rispetto ad una struttura di rete rivelatasi non adeguata. Eppure nei mesi passati le OO.SS avevano già segnalato le anomalie del sistema, denunciandone l’inadeguatezza ed invitando l’azienda a rallentare le implementazioni al fine di risolvere prima le anomalie di funzionamento onde evitare di creare disagi alla clientela, ma anche agli stessi addetti ai lavori”.
“Il Ministro Romani” conclude “deve, con la massima urgenza, spiegare come si sia potuti arrivare a questa totale paralisi e quali misure intende predisporre per evitare ulteriori disagi alla cittadinanza e ai lavoratori di Poste Italiane”.

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