E’ stato presentato questa mattina presso palazzo Carafa a Lecce il progetto “Una penna per la vita” nato da un’intuizione dell’assessorato alla sanità del comune di Lecce e la società informatica “I&T”.

Si tratta di una pen drive grazie alla quale il medico di famiglia, lo specialista e gli operatori di qualsiasi struttura sanitaria, potranno accedere, conoscere e visionare in tempo reale tutte le notizie di carattere clinico-sanitario del paziente. Grazie ad un software, già installato sulla pen drive, si potranno immettere tutti i dati clinici, direttamente dal computer del medico o attraverso un processo di scansione, per quanto riguarda i documenti cartacei, effettuabile dallo stesso paziente.
I destinatari della penna usb saranno i pazienti affetti da: cardiopatie, disturbi dismetabolici (i diabetici in particolare),  neonati (nati dal 2010 in poi), e gli over 65; a queste categorie sono già state inviate 800 pen drive, 200 per ciascuna, munite di software.
“Ci siamo posti il problema del perché, all’interno delle strutture ospedaliere, non si riuscisse ancora ad avere un informatizzazione nel momento dell’uscita del paziente da qualsiasi reparto ospedaliero. Si è lavorato quindi in tal senso per trovare una soluzione, che già da anni consideravamo questa della pen drive, ma non avendo un’azienda alle spalle che ci appoggiasse e ricevendo solo dei piccoli fondi dalle farmacie, non siamo mai riusciti a procedere. Non meno di qualche mese fa il dott. Salvatore Lia ci ha fatto una proposta che abbiamo ritenuto essere non solo economicamente valida per noi come amministrazione, ma valida anche dal punto di vista professionale. Abbiamo inteso operare immediatamente ed abbiamo ripreso il lavoro precedente che abbiamo chiamato ancora una volta Una penna per la vita.” Spiega l’assessore alla Sanità del comune di Lecce Alfredo Pagliaro durante la conferenza stampa di questa mattina. “A me sembra che questo sia l’inizio di un processo serio – contunua Pagliaro-  stiamo sperimentando se un sistema operativo di questo genere può essere amplificato e ampliato. Sarà naturalmente la ASL, la regione, le aziende ospedaliere, gli operatore sanitari i maggiori interessati affinchè tutto sia più rapido nell’intervento della conoscenza dei dati di un paziente. Tutto ciò, con l’auspicio che questo primo passo porti ad uno più grande, ovvero l’estensione di questo beneficio a tutta la cittadinanza. E’ ancora una fase di sperimentazione”.
L’utilità di questa penna è effettivamente indubbia: “Basti pensare alla comodità di soggiornare in località lontane, o non ricordare dei particolari della propria storia clinica, trovarsi in un ospedale diverso dal proprio, senza alcun problema, disponendo della propria documentazione in qualsiasi momento” ci spiega il dottor Formoso, primario del reparto di endocrinologia dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce.

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