Soddisfazione per i risultati emersi dalle urne al quesito referendario sulla cessione di Casalabate ai comuni di Squinzano e di Trepuzzi è stata espressa dal sindaco Paolo Perrone che da tempo si era espresso per il sì all’ ipotesi di modifica dei territori.

“Ho votato sì, perché ritengo opportuno, come la stragrande maggioranza dei cittadini leccesi  – ha spiegato il primo cittadino – che tra le amministrazioni pubbliche debba prevalere il principio di sussidiarietà. In questo caso mi sembra giusto che Casalabate sia gestita sul piano politico e amministrativo dai Comuni nei quali risiedono gli abitanti che, soprattutto d’estate, vivono numerosissimi in questa marina. 
Mi spiace registrare che alcuni spezzoni della sinistra leccese abbiano suonato le  campane a morto in anticipo, a de cuius ancora vivo. Si è accusata, infatti, l’Amministrazione comunale di non aver informato affatto i propri cittadini dell’esistenza di questo quesito referendario che si aggiungeva agli altri quattro nazionali. Tutto ciò è falso. E lo hanno smentito i numeri. Basta andare a dare un’occhiata a quelli che sono emersi dalle urne: oltre il 50 per cento dei leccesi ha deciso di esprimere la propria preferenza su questo referendum, praticamente la stessa percentuale che si è registrata a Squinzano e leggermente inferiore di quella che si  è registrata a Trepuzzi, comuni che, per ovvie ragioni, erano molto più interessati al quesito.
“Certa sinistra  – afferma Perrone – pur non prendendo una posizione ufficiale sul referendum, in modo velato ha lasciato intendere pubblicamente profonde perplessità sulla ‘cessione di un lungo tratto di costa del nostro Comune’, come riportaot in unn comunicato stampa di qualche giorno fa. Ebbene, oggi possiamo ben dire che la sinistra estrema sia stata sconfessata dai risultati delle urne: l’86,82 per cento dei leccesi ritiene opportuno, infatti, che Casalabate sia amministrata dai comuni di Squinzano e Trepuzzi”.

 

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