Charis Lunaire, nuovo e originale progetto musicale nato nel marzo 2011 in occasione della manifestazione culturale “itinerario rosa” organizzato da “città di Lecce”. In quest’occasione si sono esibiti in due performance musicali “sulle corde-suoni nel tempo” dove hanno presentato i loro brani.

“Difficile definire il loro genere dove trovano spazio elementi Dark Wave neoclassico e jazz, minimalismo , ambient, folk, avant-garde e doom tutto in chiave rigorosamente acustica.” I Charis Lunaire sono: Cosimo Elia – chitarra acustica, Grazia Riccardo – voce, Giuseppe Argentiero – Chitarra classica, Samuele Galiulo – violino, Flavio Mele – flauto traverso, Chiara Arcadi – violino.

Partiamo dal nome del vostro progetto, perché “Charis Lunaire”?

In poche parole Charis Lunaire indica un continuo divenire, una continua trasformazione sia della nostra musica, che di noi stessi.
“Lunaire” (lunare) richiama, infatti, il simbolo della triade lunare, che si vede come sfondo sul logo, che indica appunto questo senso di cambiamento. Pensiamo, poi, proprio al suo significato simbolico intrinseco, riferito proprio ai tre aspetti della Luna, correlato all’immagine della Dea: la Giovane, pura e rappresentazione del nuovo inizio, quindi nascita dell’idea melodica; la Madre, generatrice della vita, disponibile e compassionevole; lo sviluppo dell’idea che va nutrita, in modo da farla crescere completa e corposa in tutte le sue parti e la Vecchia Saggia, rappresentante il culmine della vita nella totale conoscenza ed esperienza, e infine la fase finale dove l’idea melodica sazia, diventa un pezzo musicalmente completo pronto a prendere il volo, andando a confondersi in alto nell’aria, risuonando nell’etere. Questi aspetti rappresenterebbero il ciclo della vita: nascita, vita e morte, che si riproducono all’infinito in un cerchio continuo. Questo è per noi la musica.     
“Charis” (in greco: Χάρις) il nome stesso la identifica come la Grazia personificata, simbolo dell’armonia e della perfezione, a cui un essere mortale dovrebbe tendere per considerarsi puro nel corpo e nello spirito. Riveste anche vari significati, Grazia (nel senso di bellezza e leggiadria); Letizia (nel senso di gioia e gaudio); Benevolenza (Grazia in senso attivo, che si fa a qualcuno); Riconoscenza (Grazia in senso passivo, per qualcosa che si è ricevuto) e Onore, quindi potremmo dire, il sunto di ciò che è la musica o di ciò che dovrebbe essere, esprimere. La musica in quanto techne è esaltazione della bellezza e nell’antica Grecia, filosoficamente parlando, il termine Charis era accostato proprio alla dea della bellezza, Afrodite e alle Cariti (le Grazie). È questo ci riporta proprio alle tre lune, simbolo di circolarità, di contraccambio proprio come le tre Grazie, che costituiscono l’eterna bellezza e l’armonia, sull’Olimpo, come la musica o come vorremmo facesse la nostra di musica rendendo bello e gradevole tutto ciò su cui si posa.
L’ossimoro Charis (greco) e Lunaire (in francese), così lontane come parole nella lingua ma alle volte così vicine quasi da sfiorarsi nei significati, definiscono anche la nostra musica, nel senso di accostamento di generi e stili diversi, anche contrastanti in alcuni casi, che crea una nuova espressione poco definibile negli standard…

Una domanda per ognuno di voi: quali sono gli artisti che vi hanno segnato, che vi hanno portato a iniziare questa strada?

CHIARA: i Dead can Dance per i suoni ancestrali e la voce celestiale di Elisa Gerrard;

SAMUELE: da Bob Marley cantautore, chitarrista, che  “occidentalizzò “ il suono del reggae con l’uso di chitarre dal sapore rock, non facendo discostare il genere dal proprio messaggio, cioè quello di voler condurre alla liberazione del corpo e dello spirito, quindi una musica intrisa di un profondo misticismo e poi dalla musica popolare tradizionale per i ritmi incalzanti;

GIUSEPPE: gli Anathema per le melodie emozionali che entrano nella pelle e parlano all’anima;

FLAVIO:  gli artisti che mi hanno influenzato sono parecchi, in particolare sono stato molto ispirato dal compositore Tchajkovskij, con le sue opere così audaci eppure così perfette, ma “flautisticamente” parlando sono stato influenzato sopratutto da James Galway, dalla sua versatilità e dalla sua capacità di risultare brillante qualsiasi genere musicale interpreti.

COSIMO: ciò che m’ispira nella composizione è proprio quello che mi circonda, non nego però che sono stato condizionato dai Pink Floyd,non come musicista però…credo che un musicista debba essere pronto a recepire quello che accade e trasformarlo in musica.

GRAZIA:…difficile avrei moltissimi nomi da dirti… La musica che mi ha da sempre catturato l’anima e che mi ha segnata, parte dalle melodie e testi dei cantautori italiani come Battiato, cantautore che ha utilizzato molteplici stili musicali, avvalendosi di tematiche che vanno a lambire le sponde dell’esoterismo, della filosofia e della meditazione orientale, De Andrè con le sue tematiche sociali, Vinicio Capossela per sua visionarietà poetica, Branduardi per la riscoperta del patrimonio musicale antico. Per approdare sulle rive di toni più cupi dalle sonorità orientali come gli Ataraxia, passando per l’immaginario lirico dalle tinte fortemente goth dei Joy Division, per le tematiche esoteriche dei Fields of the Nephilim, per la fusione fra le atmosfere gotiche con la musica classica, doom e black metal dei Dark Sanctuary e come non citare le atmosfere malinconiche dei Katatonia e poi c’è un grande amore per il gothic metal…ma è meglio ch’io mi fermi qui, non vorrei essere esageratamente prolissa.

Come nasce una vostra canzone?

Nasce dall’unione musicale delle nostre idee, nel senso che ognuno di noi mette un pezzetto di sé del suo vissuto, di ciò che percepisce dal mondo esterno e di ciò che sente anche dentro il proprio animo. Cerchiamo di creare qualcosa che ci rappresenti all’infinito; cercando di suscitare frammenti di emozioni nelle menti di chi ci ascolta.

Qual è il messaggio che volete comunicare con la vostra musica?

Con la musica non si vuole mai comunicare un solo messaggio, se così fosse sarebbe veramente terribile, ogni individuo possiede una propria percezione ed estrapola da un nostro pezzo il proprio messaggio, ricercando qualcosa d’intimo e personale, uno specchio dove rivedere la propria immagine.

Quanto è importante per voi il rapporto con il pubblico?

È molto importante per noi il confronto con il pubblico, perché ci permette di vedere come reagisce quest’ultimo ascoltandoci. È interessante, alla fine di un live, sapere cosa pensa la gente, vedere anche persone che si commuovono e che hanno apprezzato ciò che noi siamo andati a suonare. E infine quest’incontro stimola quella paura, quell’adrenalina che pervade il corpo prima di una serata; che ci porta a dare il meglio di noi . Potremmo dire che tutto questo serve a farci crescere sia come gruppo sia come singoli individui.

Che cosa aspettarsi da un vostro concerto?

Da un nostro concerto ci si può aspettare qualcosa di non convenzionale e scontato. Quando suoniamo, ci emozioniamo, perché la musica è un prolungamento, un’estensione continua di noi stessi, proprio per questo, come abbiamo riscontrato nei nostri live, facciamo emozionare. Anche le cover non sono scelte a caso e non sono mai banali, comunque vi è un criterio, vi è un riarrangiamento studiato che rende quel pezzo nostro, perché lo “lunarizziamo”   e non sono fini a se stesse. Spesso ci chiediamo se la musica è ancora arte, noi crediamo che la nostra lo sia. Tra noi e il pubblico si viene a creare una certa empatia, potremmo dire, alle volte, una sorta d’incanto.

Come procede la vostra attività live?

Procede bene abbiamo fatto delle serate alla Fondazione Palmieri, che ci hanno dato grande soddisfazione, poi una al Labcreation a Mesagne, serata altrettanto interessante, abbiamo partecipato a una jam session ed in programma abbiamo una serata a Lecce presso l’associazione culturare “Le Ali di Pandora”, che si terrà all’aperto, e poi varie altre serate in provincia. Potremmo dire che tutto prosegue per il meglio e siamo molto appagati da ciò.

Avete qualche sogno particolare che vi piacerebbe realizzare?

Ovviamente come tutti coloro che coltivano una passione musicale sin da piccoli, il nostro sogno sarebbe forse, a parer nostro quello più bello, di sentir canticchiare dalle persone i nostri pezzi, vedere un nostro cd tra le file di un mega negozio di articoli musicali, sperando che qualcuno chieda e compri la nostra musica sostenendo la nostra passione, il nostro lavoro. Pensiamo che sia la cosa più emozionante e appagante perché questo vorrebbe dire che già si è fatto un ottimo passo avanti. Quando si rimane nella mente e nel cuore di qualcuno, si comincia già a realizzare una piccola parte del sogno.

Che cosa dobbiamo aspettarci in futuro?

Abbiamo tanti progetti in mente, uno più bello ed interessante dell’altro, in primis continuare a realizzare e comporre pezzi nostri, originali, che si discostino da ciò che già si sente o si è sentito già in giro. Fare innumerevoli live, che per noi sono fondamentali, perché nutrono costantemente il nostro bisogno di fare ed essere musica, in questo modo potremmo “luna rizzare” tanta gente!!!!! Abbiamo in mente di registrare un nostro cd, il nostro primo cd a luglio, diciamo che questo sarebbe il passo più importante  per consacrare questo idillio musicale così ben riuscito, ormai siamo diventati una piccola orchestra, infatti cerchiamo un violoncellista, se qualcuno fosse interessato, può contattarci; saremo ben felici di accoglierlo per divertirci lavorando tutti assieme a creare qualcosa d’interessante.

Siamo alla conclusione, grazie per il tempo dedicatoci. A voi l’ultima parola…

Che dire…seguiteci sul nostro Myspace  http://www.myspace.com/charislunaire, tenetevi  aggiornati e in contatto con noi  per sapere le date dei live e diventate sostenitori di questo gruppo anche attraverso le nostro pagine Facebook, basta digitare Charis Lunaire in questo modo potrete visitare sia la nostra pagina fan, che il nostro profilo.
E soprattutto un ringraziamento speciale a te, che ci hai dato l’opportunità di dire la nostra, su ciò che siamo e che pensiamo della e sulla musica. Grazie …

 

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