«No al massimo ribasso nei bandi di gara pubblicati dall’Azienda sanitaria locale». Lo chiede la categoria Costruzioni di Confartigianato Imprese Lecce.
In particolare, la Asl di Lecce ha pubblicato cinque bandi di gara prevedendo il criterio del massimo ribasso, senza tenere conto della modifica legislativa

introdotta dal Decreto Sviluppo (decreto legge 13 maggio 2011, numero 70), recentemente adottato dal Governo che prevede l’esclusione automatica delle offerte che presentano una percentuale di ribasso pari o superiore alla soglia di anomalia (articolo 122 comma 9 del decreto legislativo numero 163/2006), anche per le gare d’importo superiore ad un milione di euro.
«Con quest’ultimo provvedimento – spiega il presidente della categoria, Luigi Marullo – s’intende porre un freno al dilagante fenomeno dei ribassi spropositati ed insostenibili che si registrano quando si ricorre al metodo del massimo ribasso. E’ noto infatti – sottolinea – che tra i due criteri di aggiudicazione si registrano differenze dei ribassi rilevati di oltre venti punti percentuali: quando si adotta il metodo del massimo ribasso si registrano ribassi tra il 45 ed il 50 per cento, mentre con l’esclusione automatica delle offerte anomale si registrano ribassi di circa il 25 per cento.
Ciò può comportare «conseguenze negative alla buona esecuzione dei lavori, alla buona qualità dei materiali usati, alla corretta applicazione ai lavoratori del contratto collettivo di lavoro, alla sicurezza sul cantiere, al pagamento puntuale dei fornitori e, buon ultimo, al giusto profitto dell’imprenditore».
Pertanto si chiede alla Asl di «rinviare le date di scadenza per la presentazione delle offerte e rivedere i criteri di aggiudicazione degli appalti, stabilendo, quale criterio di aggiudicazione, quello previsto dall’articolo 122 comma 9 del decreto legislativo numero 163/2006.
«Vi segnaliamo – aggiunge Marullo – che di recente la Provincia di Lecce ha adottato questo criterio per i lavori di costruzione dell’Istituto professionale di Martano. Ci si augura che la Asl possa fare altrettanto».

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