“Nella relazione al ddl di variazione del Bilancio 2011, insieme alla conferma delle cifre desolanti del disastro delle politiche sanitarie regionali su cui una vera rivoluzione si avrà soltanto con un cambio radicale delle filosofie e dei metodi di governo di cui non c’è traccia concreta nelle sconcertanti

auto-celebrazioni del Governatore, c’è quanto meno il riconoscimento delle responsabilità su di esse anche delle normative per noi punitive dei governi dell’ ‘Ulivo’.
Quanto alle ‘partecipate’, è singolare che solo per due di esse (le STP di Lecce e di Brindisi) si disconosce la ‘strategicità’, in assoluta incoerenza sia con le petizioni di principio del governo regionale in materia di trasporti, sia con gli stessi esiti referendari, che investono tutti i servizi pubblici locali, e comunque segnatamente anche i trasporti. La STP di Lecce,in particolare, garantisce 200 posti di lavoro ed il concreto esercizio del diritto alla mobilità per moltissimi lavoratori, studenti, cittadini.
Condivisibile l’aspirazione alla regionalizzazione del ‘patto di stabilità’, che sbloccherebbe oltre 160 milioni di euro per le nostre imprese, e assolutamente sacrosanto l’appello degli industriali pugliesi a non perdere fondi strutturali.
Occorrerebbe poi un rendiconto sociale delle politiche di questo primo anno della seconda legislatura regionale, che non potrebbe non fare i conti con i dati inquietanti della Banca d’Italia sull’economia pugliese, che sta pagando più di quanto dovrebbe la crisi, con perdite pesantissime in termini di occupazione, soprattutto giovanile.
A tal riguardo non sarebbe male, per esempio, sapere quanti cantieri si sono realmente aperti in Puglia dopo la proclamazione della priorità delle opere pubbliche delle dichiarazioni programmatiche dello scorso anno.
Emergono comunque da questo ddl di variazione di Bilancio un Vendola sempre più lontano dalla realtà della Puglia ed una maggioranza sempre più cieca ed inerte”.

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