Il Capogruppo PD, Antonio Decaro e il Consigliere regionale del Partito Democratico, Antonio Maniglio hanno diffuso la seguente dichiarazione:
“L’esenzione del ticket in materia di diagnostica e prestazioni specialistiche non e’ di competenza delle Regioni.

E per questo il governo nazionale, tramite l’avvocatura dello Stato, nel marzo scorso, ha inoltrato ricorso alla Corte Costituzionale sull’art. 34 della legge regionale 4/2010.
Riassumiamo: la Regione Puglia, di fronte all’incalzare della crisi e ad i suoi effetti pesanti sui lavoratori, decide di estendere l’esenzione dei ticket per la diagnostica a disoccupati, cassintegrati e lavoratori in mobilità.
In tal modo si allargano i benefici previsti dalla ormai vecchia legge nazionale 537 del 1993.
A questo punto il governo nazionale ricorre alla Corte Costituzionale per annullare tali benefici perché – questa è la tesi del governo- la materia non di competenza della Regione.
Ancora una volta il Consiglio regionale si ritrova con la pistola alla tempia ed è costretto a revocare un provvedimento giusto, destinato alle fasce popolari.
Da qui nasce la necessità e l’urgenza di un ordine del giorno per richiamare il Parlamento e il governo a cambiare la legge nazionale e ad estendere l’esenzione del ticket a lavoratori e famiglie che vivono situazioni di grande disagio.
Non ci pare, lo diciamo con il consueto rispetto che nutriamo per gli operatori dell’informazione, che ai pugliesi sia stata fornita una informazione completa.
E’ sembrato, anzi, che il Consiglio regionale e lo stesso presidente Vendola abbiano deciso di reintrodurre il ticket per far quadrare i conti della sanità. E’ l’esatto opposto: una buona iniziativa della Puglia è stata impugnata, ancora una volta, dal governo Berlusconi.
Si lavori, questo è l’invito bipartisan rivolto a deputati e senatori, a cambiare in meglio la legge nazionale (537/93), ad ampliare la platea degli esenti o, addirittura, a conferire questa potestà alle Regioni”.

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