Questo è il discorso del Comandante Provinciale dei Carabinieri di Lecce, Colonnello Maurizio Ferla, tenuto in occasione della festa dell’Arma, alle ore 10.30, in Lecce, via Lupiae davanti la sede del Comando Provinciale: “Onorevole Sottosegretario,

onorevoli parlamentari, autorità civili e militari, rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma, graditi ospiti, formulo il più caloroso ringraziamento per avere voluto esprimere, con la vostra presenza, la vicinanza ai Carabinieri del Comando provinciale di Lecce, nel giorno in cui si celebra il 197° anniversario dalla fondazione dell’Arma.

Desidero rivolgere subito il più deferente pensiero ai Nostri Caduti che in ogni tempo, in pace ed in guerra, hanno sacrificato la loro vita per il bene della Nostra Patria. Anche oggi piangiamo un nostro fratello barbaramente assassinato.
Ai familiari, alcuni oggi presenti, il mio accorato saluto.

Un abbraccio affettuoso ai rappresentanti dell’ANC, al gruppo delle Benemerite ed un cordiale saluto ai delegati del Comando provinciale in seno agli organismi di rappresentanza militare cui mi lega un rapporto di fattiva collaborazione.

Anche quest’anno la nostra provincia, sulla base dei giudizi di osservatori terzi, risulta tra le più sicure a livello nazionale.
Eppure non ci è purtroppo estranea la criminalità mafiosa; eppure avvertiamo, al pari delle altre provincie italiane e di quelle del meridione in particolare, le gravi conseguenze della crisi economica mondiale, che si riflette negativamente sul mercato occupazionale ed in definitiva sulle famiglie. Sono questi fattori criminogenetici contro i quali le Forze di Polizia possono fare poco, ma che devono essere tenuti in considerazione per pianificare ed attuare strategie preventive e di contrasto efficaci.
I risultati degli sforzi sono a tutti noti; le Forze di Polizia di questa Provincia operano di comune intesa ed hanno dimostrato di avere colto il vero spirito del coordinamento nella collaborazione stretta e disinteressata, ove le diverse professionalità e competenze si fondono completandosi a vicenda; per questo il risultato viene normalmente conseguito; per questo la nostra provincia è tra le più sicure a livello nazionale. E consentitemi di rivolgere il mio saluto affettuoso al Questore Cufalo ed al Col. Vezzoli, con i quali condivido le tensioni quotidiane che derivano dal desiderio, ancor prima che dal compito, di rendere sempre più sicura la nostra provincia. Si è cementato tra noi un sentimento fraterno, che continuerà anche quando non saremo più in servizio a Lecce.

Sotto l’accorta guida del Prefetto Mario Tafaro, nelle politiche di prevenzione e del Procuratore della Repubblica, Dr Cataldo Motta, nelle attività di polizia giudiziaria, i reparti del Comando Provinciale chiudono oggi idealmente un anno di lavoro che ha prodotto risultati eccellenti, i migliori dell’ultimo triennio.
Sono stati eseguiti, in 12 mesi, 76.000 servizi preventivi (14.000 in più dello scorso anno) sono state tratte in arresto 740 persone e 4.400 denunciate a p.l., sono stati conseguiti importati risultati nel contrasto all’usura, ma è ancora poco, il fenomeno è molto più diffuso e sotterraneo di quello che traspare dai dati ufficiali. Rilevante poi è l’attività contro le organizzazioni criminali di ogni specie e nel contrasto patrimoniale in cui l’Arma ha proposto il sequestro di beni per circa 8,5 milioni di euro, eseguendolo per complessivi 5.300.000.

Ed è altresì noto lo sforzo per prevenire infiltrazioni mafiose nei pubblici appalti, nella tutela dell’ambiente dall’attacco di affaristi poco scrupolosi, nella tutela del lavoro regolare e della salute dei cittadini. Tutti settori in cui i risultati conseguiti superano le ordinarie aspettative. Sono questi ambiti da cui dipende il futuro sviluppo di questa provincia e dove l’azione delle Forze di Polizia, da sola, non basta. Più che in altri settori c’è, alla base, un’esigenza di rispetto delle regole a tutti i livelli. L’esercizio concreto della legalità è un obbligo che incombe su tutti; non è un onere che grava solo su chi esercita funzioni pubbliche.

Particolare impegno è stato profuso per contrastare il tragico fenomeno delle morti sulle strade. Sono state elevate 19.000 contravvenzioni al C.d.S, ma ciò che è più importante, sono state ritirate 1.700 patenti a persone sorprese alla guida in stato di alterazione psichica da alcol o stupefacenti.

L’odierna ricorrenza s’inserisce, non solo idealmente, nel contesto delle celebrazioni per il 150 anni dell’Unità d’Italia.
Dal semplice raffronto dell’entità dei due anniversari derivano, per noi carabinieri, varie riflessioni:
L’Arma c’era:
•    quando l’idea dell’unità della nostra Patria prendeva concretamente corpo e sui campi di battaglia per l’Indipendenza Nazionale;
•     nella gloria di El Alamein e nella gesta eroiche della guerra di Resistenza e quando si rese necessario difendere la neo nata Repubblica ed i valori della Costituzione appena promulgata
•     nella lotta contro il terrorismo, l’eversione e la criminalità mafiosa.
L’Arma c’era!
Da queste riflessioni si deduce una sola responsabilità: l’Arma deve esserci ancora nel modo in cui i cittadini italiani vogliono che sia. Qualcuno ha scritto:
Ho visto il carabiniere soccorrere i prigionieri con la devozione della suora di carità; l’ho visto confortare il condannato come il sacerdote nell’ora estrema; l’ho visto nella famiglia colmare gli odi ed i rancori come il confessore; l’ho visto combattere come il guerriero, soffrire in silenzio come il religioso, morire come il martire.
Egli è niente per voi cittadini, voi siete tutto per lui. Se siete gente onesta e felice, potete ignorare persino la sua esistenza, ma i tristi tremano, i deboli vivono protetti, perchè egli è sempre là dritto,immobile, vigilante.
Questo è per gli italiani il carabiniere; questo è ciò che noi dobbiamo essere!
Viva l’Arma dei Carabinieri.
Viva l’Italia.”

 

<< In occasione del 197° anniversario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri – afferma il Presidente della Provincia Antonio Gabellone – l’apprezzamento dell’Amministrazione Provinciale di Lecce ed il mio personale raggiunga i vertici di questa gloriosa istituzione italiana ed il suo Comandante Provinciale, il Colonnello Maurizio Ferla; anche in questo momento di bilanci e di doverosi festeggiamenti vanno ricordati i quotidiani successi operativi delle forze dell’ordine, che confermano l’attenzione costante ai temi della legalità di questa nostra amata istituzione.
Un lavoro che si distingue per tempismo, capacità di prevenire i fenomeni criminali e operatività d’eccellenza.
Rivolgo un deferente omaggio a chi in questi anni ha sempre rappresentato un simbolo di incrollabile fedeltà ed elevate virtù morali, anche a sacrificio della vita per i valori della legalità e della bandiera italiana.
A loro, ai tanti salentini impegnati nelle missioni di pace e a contrasto del terrorismo internazionale va la riconoscenza del Salento intero.
L’operato dei Carabinieri contribuisce a consolidare e diffondere i principi e gli ideali di democrazia, libertà, giustizia e uguaglianza, alla base della nostra Costituzione e essenza dell’ordinata e equilibrata convivenza nella nostra terra.
Con questi sentimenti sinceri rivolgo a tutti i Carabinieri il mio augurio e quello di tutti i cittadini della nostra amata provincia di Lecce >> .

Un messaggio di ”vicinanza” alla famiglia del tenente colonnello dei carabinieri Cristiano Congiu ucciso in Afghanistan e’ stato rivolto dal ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, nel suo intervento alla cerimonia a Bari per il 197/o della fondazione dell’Arma dei carabinieri. ”Citare Congiu – ha detto poi il ministro parlando con i giornalisti – vuole dire stare sulla strettissima attualita’, ma anche sintetizzare un messaggio alla famiglia Congiu a tutti coloro che hanno sacrificato la loro vita e dare un segnale di attenzione per quelle famiglie che purtroppo hanno perso i loro cari in queste missioni”. A proposito della conferma dell’impegno dell’Italia nelle missioni di pace, Fitto ha sottolineato che ”la credibilita’ del nostro Paese passa dalla capacita’ che l’Italia ha avuto di dare in questi Paesi una presenza adeguata”. ”E’ chiaro che il sacrificio in termini di vite umane pesa ancora e pesera’ – ha aggiunto – ma noi siamo convinti che certamente questo e’ un tema irrinunciabile per il nostro Paese”. ”La Puglia – ha detto ancora – paga il tributo forse piu’ alto perche’ con le regioni del Mezzogiorno da’ un numero notevolissimo di uomini all’Arma e alle forze armate”.

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