La Compagnia della Guardia di Finanza di Gallipoli, ha eseguito una verifica fiscale nei confronti di un perito industriale del sud salento, risultato essere evasore totale.
L’attività ispettiva si è sviluppata in due fasi:

nel corso della prima è emerso che il professionista, pur emettendo regolare fattura per le proprie prestazioni professionali, ha omesso di istituire le scritture contabili obbligatorie previste dalla normativa fiscale, ha omesso di eseguire qualsiasi versamento d’imposta e di presentare le dichiarazioni annuali previste ai fini dell’IVA, delle II.DD. e dell’IRAP per gli anni dal 2005 al 2009.
I finanzieri in questa fase hanno ricostruito il reddito non dichiarato dal professionista incrociando i dati rilevati dalle fatture emesse dallo stesso con quelli rilevati dalla banca dati dell’Anagrafe Tributaria, esaminando le dichiarazioni presentate in qualità di sostituti d’imposta dai clienti del professionista stesso.
Successivamente sono state svolte indagini finanziarie con un capillare esame di tutte le movimentazioni bancarie rilevate dai conti correnti a lui intestati.
Il professionista non ha saputo fornire ai finanzieri una valida giustificazione di fronte a numerosi versamenti operati sui conti correnti bancari.

Le indagini bancarie rappresentano, infatti uno strumento efficace per le conseguenze immediate e dirette che hanno nella definizione della pretesa tributaria. Per ogni singola operazione bancaria, il contribuente deve essere in grado di dimostrarne l’irrilevanza ai fini fiscali o di averne tenuto conto nella determinazione del reddito.

L’attività svolta dai finanzieri di Gallipoli nel complesso ha permesso di accertare che, per gli anni d’imposta dal 2004 ai primi mesi del 2010, il professionista ha sottratto a tassazione compensi per circa 215.000 euro, oltre all’iva dovuta per oltre 40.000 euro.
Pertanto, lo hanno segnalato all’Agenzia delle Entrate, per il recupero delle relative imposte sui  compensi percepiti nell’esercizio dell’attività professionale.

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