È stato triste per noi – afferma il segretario provinciale CoNaPo, Giancarlo Capoccia – dover leggere sui quotidiani locali che un poliziotto, un servitore dello Stato, si sia ustionato cercando disperatamente di domare un incendio dove, invece, sarebbe dovuto intervenire chi per competenza svolge questo lavoro e cioè i Vigili del Fuoco.

Questa O.S. esprime la massima solidarietà al capo del secondo turno della Volanti, collega Isp. Benedetto Scarlino e a tutti gli uomini della Polizia di Stato con i quali, spesso, operiamo fianco a fianco, andando dove nessuno vuole andare, portando a termine quello che gli altri non possono fare, vivendo momenti che gli altri dicono sia meglio dimenticare.
Il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco è costituito da uomini e donne che hanno fatto del coraggio e della dedizione al dovere una ragione di vita. Visti gli innumerevoli interventi che ogni anno caratterizzano il periodo estivo nella nostra realtà territoriale, l’organico dei Vigili del Fuoco, è insufficiente a coprire le necessità, per cui occorrerebbe un’integrazione. Sappiamo che i servizi resi alla collettività dai Vigili del Fuoco sono indispensabili; è evidente dunque la necessità di mantenere l’efficienza di questo Corpo su livelli altissimi, senza vincolarla a questioni di carattere meramente economico. E’ fondamentale evitare che la carenza di organico si possa tramutare in carenza di servizio (cosa peraltro già vera), perché  significa mettere a rischio la sicurezza degli operatori e dei cittadini.
La drammaticità della situazione è data dai numeri, basti pensare che circa 15 anni fa, la Sede Centrale del Comando Provinciale Vigili del Fuoco di Lecce, contava su 3 equipaggi operativi, composti da 5 soccorritori cadauno e un totale di 2.500 interventi l’anno. Oggi contiamo un solo equipaggio a fronte di oltre 10.000 interventi l’anno. Questo personale è sottoposto a continuo stress pscico-fisico, basti pensare agli aumenti delle malattie cardiovascolari che colpiscono moltissimi vigili del fuoco. In risposta, dalla politica, fino ad ora solo l’apertura di caserme nelle quali opera, senza alcuna garanzia di copertura dell’orario giornaliero, solo personale volontario che, dopo un corso di soli 20 giorni, viene mandato allo sbaraglio, con le conseguenze immaginabili per essi stessi e per chi richiede il servizio. In pratica si sta sostituendo il personale professionista con quello volontario! Bel modo di tutelare la sicurezza dei cittadini!
Come ciliegina sulla torta è possibile annunciare anche che, a meno di improvvise sorprese, quest’anno il distaccamento stagionale di Otranto rimarrà chiuso, esponendo a rischio di incendio una delle più belle fasce di territorio d’Italia.
Chiediamo, ancora una volta alla politica in generale, più attenzione a tutto ciò che ruota intorno al soccorso e alla sicurezza pubblica. È inaccettabile che siano i cittadini, ai quali vengono chiesti puntualmente i voti nelle campagne elettorali, a pagare in prima persona questi disservizi.
Concludo, ribadendo anche quest’anno, che si deve rilevare e denunciare, con grande preoccupazione che i gravi incendi verificatisi negli ultimi anni sul territorio regionale, poco o nulla hanno insegnato circa le norme generali di comportamento e di vigilanza da attuare per contrastare detti incendi boschivi.
Anche quest’anno, e siamo solo all’inizi della stagione estiva, arrivano decine e decine di richieste di intervento per incendi di sterpaglie a bordo strada il cui fumo, sprigionatosi dall’incendio, invade la sede stradale creando pericoli per la circolazione, come sono decine le richieste di intervento per alberi di olivo in fiamme,
In particolare si richiama l’attenzione di tutti gli Enti preposti, dai Comuni, alla Provincia, alla Regione, i quali ognuno per le proprie competenze, hanno l’obbligo di vigilare su quanto disposto dalle vigenti normative regionali affinché le prescrizioni, fondamentali sia in fase di prevenzione sia in fase di lotta attiva, siano rispettate.

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