L’Acquedotto Pugliese si trasforma da SPA in Azienda pubblica regionale. Il relativo disegno di legge è stato licenziato questa mattina dalla I commissione, presieduta da Arcangelo Sannicandro e approda in Consiglio regionale, dove sarà esaminato nel corso della non stop prevista dal 13 al 15 giugno prossimi.

Ha votato a favore la maggioranza, astenuta l’UDC, contro il PdL. Quest’ultimo, per bocca del coordinatore Rocco Palese, ha espresso perplessità in particolare in ordine alla variazione del bilancio di 12,5 milioni prevista per la dotazione finanziaria del provvedimento, andando ad attingere alle quote di cofinanziamento regionale di diversi progetti relativi a programmi comunitari, facenti riferimento in particolare agli Assi V (trasporti) e VII (città e sistemi urbani).  Altri interrogativi posti riguardano la compatibilità del ddl con il rispetto del Patto di stabilità e l’esigenza di regolare preventivamente i rapporti di dare e avere con la Regione Basilicata (che precedentemente era coinvolta nell’assetto societario dell’AQP).
Anche il capogruppo UDC Salvatore Negro ha espresso la preoccupazione circa la specificata variazione di bilancio che potrebbe mettere a rischio l’utilizzo dei fondi comunitari e la sua perplessità in ordine, soprattutto, alla norma del ddl che prevede la garanzia del minimo vitale di acqua. “Occorre – ha detto Negro – una postazione precisa in bilancio, evitando di ricorrere a soluzioni pasticciate”.
L’Assessore al ramo Fabiano Amati ha precisato preliminarmente che la Regione Basilicata vanta un credito certo ed esigibile di 12,5 milioni nei confronti della Puglia a seguito dall’Accordo di Programma stipulato nel 1999, con cui è stata sancita la divisione dell’Acquedotto (beni immobili, concessioni, etc) tra le due regioni. La variazione di bilancio prevista per la regolazione dei rapporti finanziari con la Regione Basilicata sarà compensata dall’utile di 35 milioni del bilancio 2010 registrato dall’Acquedotto Pugliese. Infine Amati ha rassicurato in ordine al Patto di stabilità: in base alla legislazione vigente, il Patto di stabilità non si applica a società o aziende partecipate gestite in house providing.
L’altro ddl all’esame della I commissione relativo alla istituzione degli ecomusei è stato rinviato a venerdì 10 essendo privo, a differenza dell’altro provvedimento esaminato, del referto tecnico della Ragioneria.

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