Foto Lucia CavalloIl 63% degli italiani ricerca sul web le mete nazionali per trascorrere le proprie vacanze, mostrando di preferire il mare o i laghi (64%). Sardegna, Toscana e Puglia, con il Salento in testa, sono le destinazioni più cliccate, in crescita rispetto allo scorso anno.

Lo rivela uno studio dell’Osservatorio integrato dei viaggi e del turismo condotto da Amadeus Italia, azienda leader nella distribuzione e nella fornitura di tecnologie e servizi agli operatori del settore turistico, in collaborazione con Google per l’acquisizione dei dati sui trend di inizio estate. Dopo l’Italia, sono i Paesi europei i più ricercati on-line, evidenziando l’interesse del 28% dei nostri connazionali. Le preferenze si sono rivolte per lo più sulla Spagna, Baleari e Costa Brava, e sulle isole greche, Creta, Rodi e Dodecaneso in particolare. Una crescita dovuta in parte alle recenti tensioni politiche di Egitto e Tunisia. Così per la Turchia, scelta dagli utenti come meta alternativa alla crisi del Mar Rosso. Bene anche le capitali europee, tra cui Londra, Berlino, Amsterdam, Vienna, Praga e Budapest, che guidano il turismo culturale. Dal report di Google è emerso inoltre che il 9% degli utenti ha scelto i viaggi a lungo raggio. Le isole caraibiche, il Brasile, la Cina e gli Stati Uniti le destinazioni più gettonate. In ascesa anche il turismo creativo che in Italia conta già circa 50.000 appassionati. Si tratta di una tendenza nuova, ricercata per esempio dalle donne che frequentano laboratori di ceramica o di cucina, oppure dagli amanti del ballo che viaggiano per esibirsi nei workshop. Una vacanza che si basa in particolare sull’esperienza legata alle attività e ai luoghi visitati. Nell’Unione Europea sono invece 70 milioni i cultori del turismo gay e lesbico, stimati nell’ultimo anno, mentre in Italia il giro d’affari corrisponde oggi al 7% circa di quello complessivo. In questo settore, il 55% degli italiani preferisce rimanere nella penisola per trascorrere le vacanze: promuovendo diverse iniziative, la Toscana è la meta più richiesta, oltre a Bologna e Roma. Coloro che si spingono all’estero, il 25% degli utenti, scelgono destinazioni famose per la possibilità di unioni civili, prenotano soggiorni di almeno 7 notti, arrivando a spendere in media il 38% in più rispetto ad un turista eterosessuale. L’agenzia per il turismo di New York ha lanciato proprio in questi giorni la campagna “NYC I do”, dedicata alle coppie omosessuali che sceglieranno la Grande Mela per il loro matrimonio, ora che le leggi federali lo consentono, aggiungendo milioni di dollari all’economia dello Stato.

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