Antonio Maggio classe ‘86, si fa conoscere al grande pubblico nel 2003 partecipando alla finale del “Festival di Castrocaro Terme – Voci e volti nuovi”. Negli anni a seguire colleziona una serie di apparizioni in programmi televisivi Rai come il “Premio Barocco” e “Oscar TV – Premio regia televisiva” in qualità di corista, avendo così la possibilità di accompagnare artisti di grande fama.

Nel Maggio 2008 con gli ARAM QUARTET, l’inedita vocal-band vince la prima edizione di X-FACTOR .Nel febbraio 2010 i ragazzi decidono di dividere le proprie strade e Antonio ricomincia il suo personale cammino musicale .Antonio è ora impegnato in vari appuntamenti sui palcoscenici della Penisola ,e interviste in radio per la promo del suo nuovo singolo “Inconsolabile”.

Quando hai iniziato a interessarti alla musica?

Come tutte le passioni, anche nel mio caso la musica ha iniziato ad accompagnarmi fin da piccolissimo, quando a casa, all’età di 2 anni, salivo sulla sedia in cucina a cantare le sigle delle trasmissioni televisive di “Quelli delle notte…” e “Indietro tutta”, che mio padre era costretto a registrare su videocassetta per poi mandarmele in loop…


Quali sono i tuoi ascolti abituali?Nel panorama musicale italiano, chi riesce a catturare la tua attenzione?

I miei ascolti abituali sono vari: sono cresciuto ascoltando ovviamente i mostri sacri, i Queen su tutti.   Essendo io un cantautore, sono poi un grande appassionato del cantautorato italiano, che va da quello storico di De Andrè, Modugno, De Gregori, a quello moderno dei vari Max Gazzè, Daniele Silvestri, Samuele Bersani.   …e questi ultimi nomi testimoniano il fatto che in Italia c’è ancora tanto da dire, sono veramente affascinato dal loro modo di raccontare in musica.

Cos’è la musica per te?

La musica è l’incontro tra l’uomo e le sue emozioni, un punto in cui ci si ritrova in intimità con sé stessi.   Poi ovviamente è tutto il resto, quindi per me passione pura ma anche lavoro e punto di incontro con gli altri.   Ogni tanto provo a pensare a un mondo senza musica: sarebbe un mondo condannato…

Che cosa puoi anticiparci del tuo primo album da solista? Qual è il filo conduttore?Sei anche tu l’autore dei testi?

Bhé, sicuramente posso anticipare il fatto che finalmente potrò dare voce alla mia musica, quindi si potranno ascoltare le mie canzoni, e questo già è un grande traguardo per me, in un momento discografico in cui si devono spesso accettare compromessi.   Poi é anche un po’ un ritorno alle origini, in quanto torno ad essere un solista dopo la parentesi con gli Aram Quartet.   Faccio su e giù da Roma per lavorare in studio ai pezzi insieme al mio produttore artistico Fabrizio Ferraguzzo, siamo a “lavori in corso”…

Ci vuoi parlare dei tuoi attuali progetti musicali?

Quest’estate sarò in giro con il mio nuovo tour che ho voluto chiamare “Countdown”, nome che assume un vero e proprio significato simbolico, un conto alla rovescia per il mio primo album, anticipato dal singolo “Inconsolabile”,  in uscita in questi giorni in radio e che accompagnerà la mia estate.   In tour sarò accompagnato dalla mia nuova band, e ci sarà da divertirsi senz’altro!

Hai un particolare progetto ideale e concettuale cui arrivare come massima aspirazione?  Che cosa dobbiamo aspettarci in futuro?

Ho tante aspirazioni e tanti progetti nella musica, alcuni forse destinati a rimanere solo dei sogni, altri spero di poterli presto realizzare, chi lo sa… ma non mi sento di pormi un obiettivo massimo, perché ogni traguardo raggiunto apre la porta al successivo.   Di sicuro il primo obiettivo che mi sono attualmente posto, è proprio il mio primo album…

Siamo alla conclusione, grazie per il tempo dedicatoci…a te l’ultima parola…

Grazie mille a voi e un abbraccio a tutti, con la speranza di poterci ritrovare presto nei miei prossimi live.   Buona musica a tutti!

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