Sui quotidiani pugliesi non si parla dei referendum, i quesiti del 12 del 13 giugno restano in un cono d’ombra “inspiegabile” per il presidente del Consiglio regionale della Puglia Onofrio Introna, che in una “Lettera Aperta” ai direttori lancia la provocazione a “dare spazio finalmente ad un argomento

di stretta attualità, per mettere i lettori in condizione di apprendere le ragioni del SI’ e del NO all’abrogazione delle norme sul nucleare, sulla privatizzazione dell’acqua e sul legittimo impedimento”.
“Non si comprende – afferma – il silenzio stampa sul dibattito locale in tema di materie referendarie. Non sono chiare le ragioni di una scelta che sottrae contenuti informativi agli elettori e che accomuna gran parte della carta stampata locale e delle televisioni, comprese storiche testate di riferimento interregionali e dorsi pugliesi di prestigiosi giornali nazionali”.
“Oscurare le opinioni di esponenti politici sui quattro referendum ritengo crei le condizioni di una impari ‘condicio’ perché nega ai protagonisti della politica regionale di esprimere il proprio parere a sostegno o contro le norme in discussione”, sottolinea il presidente Introna.
“È legittimo che su grandi nodi come quelli oggetto della consultazione referendaria le testate abbiano una propria linea, mediata da quella di editori, direttori o corpi redazionali, ma credo che allo stesso tempo tutti gli elettori abbiano diritto di apprendere attraverso i mezzi di informazione l’orientamento delle forze politiche e dei movimenti in cui si riconoscono, dal centrodestra al centrosinistra ed anche quello degli attori della politica locale, che sono il loro riferimento territoriale più immediato”.
“Non voglio pensare – conclude Introna – che per le testate locali valga una sorta di indicazione di voto per proprietà transitiva, vale a dire che gli elettori di SeL, PD, PDL pugliesi possano votare SI’ o NO solo perché l’uno o l’altro è indicato da SeL, PD e PDL nazionali. Su tutti gli altri argomenti i quotidiani pugliesi seguono giustamente una linea di attenzione a vicende ed opinioni regionali. Non vedo perché debbano abbandonarla nel caso dei referendum di giugno. Se non è una scelta sospetta è quanto meno superficiale”.