Sono finiti in manette anche altri due giovani che la notte del 20 marzo di quest’anno, hanno fatto irruzione in una festa privata a Vernole, scatenando il panico e finendo poi per ferire seriamente un altro ragazzo, che è stato colpito al volto ed è stato ricoverato al reparto di chirurgia plastica di Brindisi. I due sono Luca Pacentrilli, 22enne e Mirko Palazzo di 24 anni, tutti e due leccesi e già noti alle forze dell’ordine.

In quell’episodio l’irruzione in pieno stile “Arancia Meccanica” fu scatenata da una banalissima lite avvenuta pochi giorni prima (il 13 dello stesso mese) in un locale di Castromediano ma troncata sul nascere dai presenti, nella quale Andrea Cafiero, 20enne di Lecce e che è stato il primo ad essere arrestato, aveva minacciato un altro giovane per aver rivolto uno sguardo alla propria ragazza.

Cafiero, che è conosciuto nel quartiere di origine “Le Vele” di Lecce, per altri episodi di bullismo – e che è per questo motivo diventato il protagonista di un gruppo di protesta sul social network Facebook creato dalle sue “vittime” – si è poi presentato pochi giorni dopo assieme alla sua comitiva composta da una quindicina di ragazze e ragazzi, davanti l’abitazione di Vernole del ragazzo con cui aveva discusso, dove questi festeggiava con amici il suo compleanno.

Con la richiesta di “fare semplicemente gli auguri al festeggiato”, i malintenzionati sono entrati in casa e hanno creato un parapiglia dal quale ne è anche scaturita una scazzottata. Quando però sono uscite fuori mazze ferrate e catene, a quel punto qualcuno ha avvisato di aver chiamato i carabinieri e Cafiero con i suoi si sono allontanati. Nell’uscire però, hanno trovato sulla loro strada due degli invitati che cercavano di scappare via spaventati e quasi come in una brutale scena da film, i malviventi hanno riversato tutta la loro rabbia sui due con le armi che avevano in mano. Uno di questi è stato ripetutamente colpito al volto subendo fratture alla mascella e la rottura di uno zigomo, che è stato poi ricostruito. E nonostante la lunga degenza nell’ospedale di Brindisi, rischia seriamente la perdita di un occhio.
Il giorno dopo quello che è poi si è rivelato un vero e proprio raid punitivo, i carabinieri hanno arrestato Cafiero che era stato immediatamente riconosciuto e hanno avviato le indagini, perché dalle ricostruzioni il bullo nel momento dell’episodio violento era accompagnato da altri due ragazzi, riconosciuti poi in Pacentrilli e Palazzo.
Grazie ad un lungo lavoro di indagine, i carabinieri hanno ascoltato 30 persone tra gli invitati alla famosa festa e hanno cercato con molta pazienza – molti dei giovani erano particolarmente turbati dall’accaduto – di ricostruire tutti i fatti e di identificare i colpevoli.

Ora i tre rischiano una pesante pena per lesioni gravissime con possesso di armi improprie, violazione di domicilio e se la giovane vittima non riacquisterà l’uso dell’occhio, si aggiungerà anche l’aggravante delle lesioni permanenti.

Gli altri elementi del gruppo, tutti del quartiere 167, che hanno partecipato al raid non sono stati incriminati in quanto non hanno avuto parte attiva negli episodi di violenza ma intanto per molte delle persone che si sono ritrovate coinvolte in questa brutta avventura, ha avuto fine un vero e proprio incubo.

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