La rassegna di “MusiCultura”, giunta quest’anno alla sua IV edizione, ha fatto tappa ieri presso il Teatrino del Convitto Palmieri di Lecce. L’evento, promosso dalla musicologa Elsa Martinelli del Conservatorio “Tito Schipa”, si è svolto nel tardo pomeriggio, nonostante a giugno fosse un orario infelice, secondo il parere della stessa.

“Purtroppo gli orari di questa struttura ci condizionano molto”, ha aggiunto. Dopo l’introduzione, Elsa Martinelli, ha dato il la al penultimo dei sette appuntamenti di questa rassegna itinerante che da Lecce a Matino, da Specchia a Brindisi, vede la partecipazione di volti già noti della musica e di giovani promesse. Il tutto arricchito da spazi di riflessione storica, curati da giornalisti, docenti, studiosi e specialisti attraverso una sequela di immagini. “Il ’48 è un anno topico, ha detto, che ha determinato un insieme di eventi e situazioni di popoli decisi a riportare la libertà”. A conclusione del suo breve intervento, ha lasciato spazio a Riccardo Riccardi, storico e giornalista che si dedica alla ricostruzione di importanti famiglie italiane. Egli, nell’introdurre la sua relazione su “il 1848 in Puglia”, ha parlato “dei Garibaldi”, in particolare della figura di Felice, fratello più piccolo dell’eroe dei due mondi che operò in Puglia nel comparto oleario.
Successivamente, ha illustrato una serie di immagini in proiezione di opere realizzate da Gioacchino Toma. “Grande uomo politico e artista salentino, ha detto, entrando a far parte di quella scuola napoletana che ha lasciato in lui un grande bagaglio artistico”. Durante la visione di alcune immagini di casa Garibaldi a Nizza, Riccardi ha sostenuto come il legame tra la celebre famiglia e la nostra terra sia stato forte proprio grazie all’operato di Felice Garibaldi, il quale, unitamente a Federico Avigdor, imprenditore oleario nonché suo datore di lavoro, intraprese un viaggio in Puglia per mettere in pratica convinzioni del tutto innovative sulla produzione dell’olio. Alcune immagini di Giuseppe Garibaldi, passate in rassegna, esprimono, secondo lo stesso Riccardi, la sua forte necessità di farsi ritrarre. “Giuseppe aveva 3 fratelli, Angelo, il più grande, Michele e Felice. Di questi, Angelo e Felice non vedranno l’epopea dell’unità d’Italia”, ha poi proseguito. È stata proiettata la prima presunta immagine di Felice che da tempo circola su Internet. “In tanti anni non mi è mai capitato di vederlo, ha detto Riccardi, tuttavia la somiglianza con Giuseppe c’è, per cui ho motivo di credere che si tratti proprio di lui”. Lo stesso, ha commentato il quadro economico pugliese in quel periodo storico, caratterizzato dalla nascita di una intraprendente borghesia. Riccardi ha sostenuto che dal porto di Gallipoli si esportava più olio che in tutto il meridione, ma che tuttavia non risultava un prodotto di buona qualità, legato com’era ad un sistema di raccolta ormai antiquato.
Nel 1826, un imprenditore provenzale, Pierre Ravanas, giunse nel capoluogo pugliese ottenendo di poter costruire un frantoio basandosi su nuove tecniche di produzione olearia. “Due anni più tardi porterà a Bitonto le presse olearie in ferro, non più le macine a trazione animale, dando al prodotto una maggiore qualità con un miglioramento nella produzione”, ha poi aggiunto. Felice Garibaldi e Federico Avigdor, così come già si è accennato nel corso della serata, sperimentarono nel frantoio dei Diana a Bitonto tecniche di raccolta ancora più innovative rispetto a quelle di Ravanas, raggiungendo effettivamente un grado più alto di qualità. Felice contribuì fattivamente allo sviluppo economico di quelle terre, fino a quando, nel 1852, per problemi familiari dovette lasciare Bari. “Dal ’52 al ’55, le sue vicende non furono buone e decise di lasciare 70.000 lire, una somma considerevole per quei tempi, con le quali i fratelli acquistarono parte dell’isola di Caprera, quella che tuttora è considerata l’emblema della famiglia”. Riccardi ha poi concluso con la presentazione del suo ultimo libro dal titolo “L’impresa di Felice Garibaldi e il Risorgimento in Puglia”, lasciando la parola a Elsa Martinelli che ha subito reso omaggio alla musica del compositore ungherese Franz Liszt, invitando al pianoforte il maestro Roberto Corlianò.
La stessa Martinelli, a conclusione del concerto, ha ricordato l’appuntamento di sabato 25 giugno, ultimo atto della rassegna “MusiCultura”, che si terrà presso il Convento dei Francescani Neri di Specchia.