Il fenomeno della caccia alle streghe ebbe inizio all’incirca nel XV e durò fino al XVlll secolo all’interno dell’occidente cristiano.  In tre secoli di storia alcuni studiosi hanno stimato che furono sterminate nove milioni di streghe, l’80% donne e bambine.

Le donne venivano prima violentate poi torturate, alcune erano sottoposte alla prova della pietra al collo, cioè la presunta colpevole di stregoneria veniva gettata in acqua legata ad una pietra. Se annegava era innocente, se invece restava a galla era colpevole di stregoneria….in ogni caso doveva morire. Le brutalità commesse dalla chiesa in nome di un presunto bene o in nome di Cristo sono state inimmaginabili, e se ne sono resi colpevoli più di settanta papi, tutti compromessi con questi orrendi crimini.
E’ proprio in questo periodo storico che due ex crociati si trovano a vivere una inquietante avventura con il più pericoloso degli spiriti. Stanchi di uccidere per la chiesa, dopo più di un decennio passato in oriente a scontare le loro colpe per assicurarsi una vita ultraterrena felice  i due  cavalieri crociati Behemen (Nicolas Cage) e Felson (Ron Perlman) decidono di tornare in patria. Sulla strada verso casa vengono chiamati al capezzale del Cardinale D’Ambroise (Christofer Lee) in fin di vita a causa della peste, gli impone di servire la chiesa un ultima volta in cambio della liberta. I due cavalieri accettano di condurre una donna (Claire Foy) accusata di stregoneria e di aver portato la pestilenza  ovunque passasse, in un lontano monastero dove i monaci si sarebbero occupati di esorcizzarla e processarla. Quello che convince Bhemen ad accompagnare la ragazza sono i suoi sensi di colpa per aver ucciso involontariamente in battaglia una donna, ed inoltre la pietà che provava per quella strana, ma apparentemente innocua ragazza brutalizzata dalla prigionia.
Ad accompagnarlo c’erano oltre che Felson, suo fedele compagno anche una guida che conosceva il sentiero da percorrere, un giovane prete , uno scalpitante ragazzo in cerca di gesta eroiche e per ultimo un cavaliere che ha perso tutta la famiglia a causa della peste. Durante il viaggio impervio e ricco di spiacevoli sorprese il gruppo si assottiglia, fino a quando Bhemem dovrà affrontare da solo il più pericoloso dei nemici. L’ultimo dei templari è un film storico, la sua forza sta nell’essere stato girato per al maggior parte in esterno nei castelli tra l’Austria e l’Ungheria, questa caratteristica lo rende un film d’avventura. La trama del film si snoda tra azione e avventura, stregoneria ,demoni , effetti speciali non tanto speciali, suspance e battaglie all’ultimo sangue. Trattandosi di un film d’avventura, gode di uno sforzo relativamente interessante per quanto riguarda la sceneggiatura di Bragi Schut per almeno metà del film. Nella pellicola nulla di profondo, ma solo il necessario per incuriosire lo spettatore, a valorizzare il tutto la regia di Dominic Sena che ormai è un professionista di film di genere ed in particolare di quelli d’azione. Si tratta di una regia che sposa la fluidità narrativa e soprattutto la spettacolarizzazione delle immagini. Tutto sommato , visto anche gli incassi ai botteghini il film ha superato, anche se di poco la sufficienza.

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