L’economia è la scienza che studia la condotta umana nel momento in cui, data una graduatoria di obiettivi, si devono operare delle scelte su mezzi scarsi applicabili ad usi alternativi”. (Lionel Charles Robbins, Barone Robbins  1898 – 1984).

Presso l’Hotel Cristal di Lecce, si è svolto con successo un interessante stage di economia locale, condotto da Mauro Ragosta ed organizzato dall’Officina delle Parole.
Nelle tre giornate di lavoro, (07/05 – 21/05 – 28/05), sono stati affrontati esaustivamente i seguenti temi: 1) La disamina degli aspetti storici della nostra economia, a partire dall’Unità d’Italia. 2) Le recenti e future tendenze. 3) Laboratorio per lo sviluppo d’idee professionali e politiche.
Lo stage è stato sviluppato seguendo criteri divulgativi ed ha coinvolto alcuni giovani politici e neo-laureati in cerca di occupazione, ma anche alcuni professionisti, come avvocati, ingegneri, imprenditori cui interessava approfondire il tema in questione.
Tramite questo laboratorio, nel quale capillare è stato il monitoraggio delle esperienze politico-professionali degli stagisti, si è modellato un percorso informativo di tipo storico- economico rispondente alle loro più strette necessità operative presenti e future.
In particolare, le tre giornate di lavoro sono state focalizzate ad un’attenta analisi economica, condita con elementi sociologici, filosofici e tecnici in grado di offrire una visione complessiva del contesto in cui gli stagisti si trovano immersi come attori e protagonisti. E ciò, al fine di offrire loro delle chiavi di lettura del territorio non solo in una prospettiva attuale ma anche futura e storica. Una specifica analisi è stata condotta sui limiti e le specificità del territorio per offrire un valido contributo capace di permettere di fare esprimere agli astanti le loro potenzialità all’interno di un quadro storico-economico concreto con una rilevante identità salentina.

Mauro, com’è nata in lei la passione per lo studio dell’economia in generale e di quella leccese in particolare?

Tra le tante passioni che hanno contraddistinto la mia gioventù, quali quelle per l’arte, la narrativa e la poesia, stranamente vi è anche quella per l’economia: al riguardo, vale la pena sottolineare che, anche questa è una materia fondamentalmente umanistica ed attinente alle modalità di organizzazione dell’uomo per procacciarsi da vivere. In realtà, a me interessa la vita e tutto ciò che attiene all’uomo e del resto  non si potrebbe capire l’organizzazione della stessa  se non osservando scrupolosamente i valori e la cultura dominante. Perché l’economia leccese? Perché volevo sapere di più sulla realtà della mia terra, su quelle ciminiere e quelle fabbriche di tabacco, quelle cantine chiuse e quei frantoi che costellano la provincia. Quando cominciai a studiarla, a metà degli anni ’80, miei compagni di viaggio erano solamente Antonio Corvino e Antonio Seclì, della Camera di Commercio di Lecce. Al tempo non vi erano né studi specifici né Università del Salento. Insomma, sotto il profilo degli studi economici vi era il deserto.

Perché uno stage?

Sinceramente, al principio mi  è stato gentilmente richiesto, in una delle tante presentazioni del mio ultimo libro, dai giovani del Movimento Regione Salento  cui se ne sono aggiunti  altri, di varia estrazione politica e professionale.

Soddisfatto di questa sua nuova esperienza?

Assolutamente sì, anche perché vi era negli stagisti una rilevante richiesta di potenziamento delle proprie identità di leccesi, non soddisfatta, come è risaputo, dalle istituzione pubbliche a ciò preposte e che credo abbia almeno in parte colmata, anche se tanto resta da fare.

Un suo messaggio ai giovani stagisti?

Io auspico che la loro sete di identità salentina sia soddisfatta sempre più e che li pervada un pizzico in più di orgoglio per la propria terra, che gli consenta di dare slancio rilevante alle loro attività. Un orgoglio che se ben presente nelle classi popolari, in altre forse, in quelle più strategiche, si presenta un po’ affievolito in favore di una stravagante e penalizzante esterofilia.

Ringraziandola per la piacevole intervista concessami, le auguro buon lavoro!

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