Pare forse avere finalmente una conclusione la lunga vicenda che si protrae dal 30 agosto 2010, quando un uomo di 38 anni di Santa Maria di Leuca, Ivan Vallo, morì di overdose da eroina. La compagnia di Tricase è giunta alla conclusione di una lunga serie di indagini riuscendo a rivelare l’identità del fornitore della dose letale, ovvero Filippo Albano, 43enne di Scorrano e già conosciuto alle forze dell’ordine.

“Si tratta di una grande soddisfazione, sia per quanto riguarda il lavoro che umanamente.” Ha confermato il capitano della compagnia di Tricase Bettini. “Perché di solito in queste situazioni finisce in carcere solo chi ha acquistato la dose e non chi l’ha venduta. Questa volta invece abbiamo avuto la bravura e la fortuna di giungere fino al colpevole.”

 

Già lo scorso Marzo, le forze dell’ordine avevano emesso un’ordinanza di custodia cautelare ai danni di Anna Jole Miggiano, 32enne di Castrignano dei Greci, colpevole di aver venduto le dosi a Vallo e ad altre due persone, di cui una – corrispondente al nome di Angelica Deantoniis – già arrestata in seguito alla morte di Vallo.

Secondo la ricostruzione dei fatti, il giorno del 30 agosto, la vittima assieme alla Deantoniis ed ad un’altra persona che è stata solo denunciata, avrebbero acquistato le dosi dalla Miggiano. Dopo la prima, Vallo avrebbe iniziato subito a stare male ma avrebbe assunto comunque anche la seconda, che gli è stata fatale, mandandolo in coma. Gli altri due, credendolo semplicemente addormentato, lo avrebbero caricato sull’auto della Deantoniis e avrebbero così deciso di muoversi per circa un’ora nell’attesa che si riprendesse, fermandosi persino ad un bar per prendere da bere. Dopo questo lasso di tempo però, rendendosi conto che Vallo era in fin di vita, i due lo avrebbero portato al pronto soccorso, adducendo la scusa di averlo trovato in quelle condizioni nella propria auto, per caso.

Vallo sarebbe poi morto dopo poco tempo, mentre le forze dell’ordine indagando sui fatti, si sono subito resi conto di alcune incongruenze delle dichiarazioni della Deantoniis: Vallo aveva le chiavi della propria auto addosso in un marsupio, quindi era improbabile che i due lo avessero trovato come hanno affermato; inoltre l’auto della vittima era parcheggiata rasente al muro dal lato del conducente, altro elemento che ha insospettito i carabinieri di Tricase, che hanno provveduto immediatamente all’arresto della Deantoniis.

Successivamente, ricostruendo i fatti,  studiando le dichiarazioni della donna e scoprendo una lunga serie di sms sul cellulare di Vallo tra lui e Anna Jole Miggiano, sono giunti all’arresto di questa, ritenuta la fornitrice delle dosi e quindi colpevole di spaccio di sostanze stupefacenti e di morte come conseguenza di altri reati.
Nel corso delle indagini, all’epoca venne anche ascoltato Filippo Albano, il quale aveva affermato che la Miggiano era anche la sua fornitrice e di essere un consumatore casuale di droga. Ma le forze dell’ordine non hanno ritenuto chiusa la faccenda e insospettiti dalle dichiarazioni di una furiosa Miggiano che incolpava Albano di mentire sui fatti, hanno continuato con le osservazioni e gli interrogatori.

Sono stati quindi controllati i tabulati telefonici tra la donna e Albano e sono stati anche ascoltati alcuni tossicodipendenti che confermavano di aver acquistato più di una volta droga da una persona con un’automobile corrispondente per targa, colore e modello a quella di Albano.

Per questo nella mattinata, è scattata l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti dell’’uomo, su richiesta del  Sost. Proc. Giovanni De Palma ed emessa dal Gip dott. Carlo Cazzella, anche per lui con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti e di morte come conseguenza di altri reati.
Si chiude così un’altra vicenda di tossicodipendenza, questa volta con un ottimo risultato.

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