In data 18 giugno – dichiara la consigliera Paola Povero – il Comitato Strisce Blu ha segnalato all’Amministrazione comunale l’esistenza di una sentenza della Corte di Cassazione risalente al 2007 (n° 20359 del 27/9/2007) che imporrebbe il pagamento della TARSU

anche alle società che gestiscono le aree scoperte in concessione adibite a parcheggio a pagamento, essendo questa considerata area operativa facente parte dell’esercizio di un’attività economica, chiedendo se questa norma venisse applicata anche a Lecce e se fosse stata applicata nei cinque anni precedenti. Ma ad oggi nessuna risposta è pervenuta al Comitato.
Ove questa norma non avesse trovato applicazione fin’ora rischierebbe di profilarsi una seria minaccia per la precaria stabilità dei conti del Comune di Lecce. Anche se a prima vista infatti questa potrebbe sembrare una buona notizia, in quanto consentirebbe a Palazzo Carafa di incassare notevoli importi relativi alla TARSU non pagata negli ultimi cinque anni da parte dei gestori di parcheggi, a renderla minacciosa subentra la circostanza che la principale società di gestione di parcheggi a pagamento vede come socio di maggioranza lo stesso Comune di Lecce.
In pratica l’Amministrazione comunale si ritroverebbe nella situazione di essere costretta ad esigere dalla SGM somme che metterebbero a dura prova il bilancio della partecipata, che già troppo spesso è stata salvato con i soldi dei leccesi e che ancora oggi costringe la società a tagliare le corse dei bus.
Sarebbe il caso che il Sindaco Perrone verificasse al più presto questa situazione e abbandonasse il silenzio in cui ha scelto di rinchiudersi, rassicurando la cittadinanza sul rischio relativo alle eventuali conseguenze che questa potrebbe produrre.

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