Il comune di Lecce si muove in direzione dei meno abbienti, affrontando un tema fondamentale per la società attuale: i tagli all’acqua. Questa mattina il sindaco Paolo Perrone ed il consigliere comunale Vittorio Solero hanno indetto una conferenza stampa presso Palazzo Carafa

per illustrare la proposta avanzata dal comune. Sul problema è intervenuto il consigliere Solero che ha spiegato: “Il tema è assolutamente importante. E’un iniziativa di forte valenza politica, ma è soprattutto una questione sociale. Si pensi che ancora oggi, sebbene per morosità, si continua a tagliare l’acqua, proprio l’acqua che Vendola ha sempre detto in forma propagandistica essere un diritto universale, un bene comune, un diritto garantito a tutti. In realtà in passato non era così, era anche diverso il sistema di tariffazione: prima le bollette erano semestrali, il che consentiva a qualche condomino o cittadino moroso di recuperare le somme per mettersi in regola. Oggi invece il sistema di tariffazione è bimestrale, il che significa che al quarto mese l’acqua viene tagliata. Ed io vi assicuro che anche nella nostra città il fenomeno è fortemente sentito, sono molte le famiglie che non arrivano al pagamento della bolletta. Pensate, inoltre, che nei condomini, laddove un solo condomino non paga la bolletta dell’acqua, l’intero condominio viene a subire il taglio dell’acqua. Con questo non si intende consentire naturalmente il malcostume della morosità, ma si deve forse cercare di fare come avveniva in passato, quando l’acquedotto pugliese affidava ad un ente di riscossione il recupero del credito. Questa amministrazione prende in seria considerazione il problema, costituendo anche un fondo di emergenza, che può essere naturalmente usato una sola volta, con dei parametri che fanno riferimento a famiglie più deboli, però che consente magari di arrivare ad evitare il triste e deprecabile malcostume che è quello di agire tagliando l’acqua, in famiglie in cui sono presenti anziani, bambini o nelle quali vi è la presenza di un handicap.”
“La questione viene sollevata ora per due motivi fondamentali:  – spiega il sindaco Perrone- il primo è la vicinanza al referendum dal quale si è sancita la volonta dei cittadini di avere l’acqua come un bene pubblico. Il secondo motivo riguarda l’inserimento nel bilancio di una posta di 25.000 euro, istituito per fronteggiare situazioni di emergenza. Noi riteniamo che l’interpretazione di Vendola obbligherebbe a comportamenti consequenziali che purtroppo non abbiamo veduto. In questi anni più volte sono stato costretto ad emettere delle ordinanze per intimare all’acquedotto di ripristinare gli allacci in alcune situazioni per le quali il servizio era stato sospeso per morosità. Ora, al contrario del sindaco di Bari che in maniera più eclatante ha chiesto addirittura le dimissioni dei vertici dell’acquedotto per aver tagliato in interi quartieri della città la fornitura dell’acqua, noi invece come amministrazione comunale vogliamo dare un segnale tangibile, che abbiamo dato inserendo nel bilancio la posta di 25.000 euro per l’utilizzo della quale definiremo naturalmente un regolamento, in quanto, è più che evidente che questa iniziativa deve fronteggiare situazioni di assoluta emergenza, oggettive, verificate dai nostri assistenti sociali.”
I cittadini che beneficeranno del fondo a loro disposizione, non saranno naturalmente tenuti ad alcuna restituzione. Al riguardo il consigliere Solero ha evidenziato la procedura: “Naturalmente le somme che noi prevediamo per intervenire sulle famiglie meno abbienti le anticipiamo ed eserciteremo sulla regione il diritto di rivalsa, perché la regione deve prevedere come è giusto che sia delle risorse finanziarie nel proprio bilancio.”
La proposta, che verrà votata nel prossimo consiglio comunale, sarà  illustrata, per volere del sindaco, anche all’ANCI Puglia. “ In modo che questo comportamento adottato dal comune di Lecce venga adottato anche da tutti i comuni pugliesi.”

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